Sembra che dovremo dire addio al cedro del libano in Piazza di Vittorio colpevole di leso-sottosrvizio (eppure, tranvia docet, non è impossibile spostare il sottoservizio quando si fanno lavori).
Si potrebbe ovviamente pensare che il cedro (quando non venga utilizzato per la cedrata Tassoni) non è specie autoctona, è un immigrato più o meno o clandestino e deve lasciare posto agli autoctoni; ma come spiegare allora il gynko bilobaginkgo biloba che viene dalla Cina e da 250 milioni di anni or sono o il liquidambar che ha il preoccupante nome comune di storace americano?
Ma comunque così vuolsi colà dove si puote diveva padre Dante e per consolarci pensiamo che il cedro di piazza di Vittorio non è l’unico condannato; potremmo anzi gemellare piazza di Vittorio a Scandicci con piazza Verdi a Como
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