Sicurezza sul lavoro ai magazzini Coop – Una mozione

L’infortunio mortale accadutio qualche tempo fa al magazzino Coop dei Pratoni, dopo la prima ondata emotiva non sembra più interessare, quasi come se nella nostra città le morti bianche (come si chiamano i morti sul lavoro) fossero un prezzo che non si può non pagare e con cui si deve necessariamente convivere.

Noi riteniano che questo non sia accettabile: le dimissioni (vere o presunte che siano) dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro ci dicono che qualcosa deve essere fatto e che sapere cosa deve essere fatto è necessario sapere esattamente cosa succede. Con questo obbiettivo stamani verrà depositata una mozione che auspichiamo venga discussa quanto prima in consiglio comunale.

Qui di seguito il testo

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in lavoro. 2 Commenti »

Regolamento urbanistico – energie alternative – eolico

Nel corso della assembre tenutasi a S. Giusto a proposito del nuovo regolamento urbanistico non è mancato il richiamo alla importanza delle energie alternative. La cosa ci fa sorridere perchè sul tema delle energie alternative ci siano spesi per anni in consiglio comunale senza ricevere eccessiva attzenzione (vedi questo libro bianco sull’energia s Scandicci che abbiamo presentato nel 2008.
Comunque, a parte i diritti di primogenitura che lasciano il tempo che trovano, vorremmo far notare che quando si parla di energie alternative non esistono solo i pannelli fotovoltaici; per l’acqua calda sono molto più efficienti quelli termici e, visto che a Scandicci dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) arrivare la EN-ECO con le sue mini turbineforse sarebbe bene iniziare a pensare a come regolamentare la loro installazione prima che ci sia il far-west delle mini turbine.
Per i curiosi e gli interessati ecco alcune idee su come si sono mossi all’estero

A proposito di una lettera in sostegno ai dipendenti PAM

E’ in corso da parte del PdL una raccolta di firme a sostegno dei dipendenti PAM. Se il nostro sostegno e solidarietà ai dipendenti PAM per cui preannuncia un ben triste Natale è fuori di dubbio, qualche perplessità su questa solidarietà da parte del PdL ci sembra necessaria, come abbiamo tentato di spiegare nella lettera che riportiamo qui di seguito
Leggi il seguito di questo post »

WANTED !!!

A proposito della passerella di badia citata nell’articolo di ieri. Abbiamo in più occasioni sentito parlare di una fantomatica prima pietra posta dal ministro Sonnino (stiamo parlando – direi – della fine ’800 – prini ’900). Qualcuno ha una idea di dove sia attualmente questa prima pietra? Forse sarebbe il caso di farla sparire perchè oggi come oggi se molti sono disposti a mettere una prima pietra, pochi sono disposti a mettere la seconda 100 anni dopo la prima: e magari è qui la causa dei ritardi
nella realizzazione della passerella

Pubblicato in urbanistica. Etichette: . Lascia un commento »

Rifiuti : botta e risposta

Alcuni giorni ot sono abbiamo inviato ai consiglieri comunali ed all’assessore competente questo testo a proposito di un articolo apparso sulla stampa sui costi che le pelletterie sostengono per i rifiuti

vedo oggi sulla stampa alcune considerazioni sulla ‘stangata’ tia al settore pelletteria. Non ho nessuna intenzione di fare l’avvocato d’ufficio del settore anche perchè mi è ovvio che – in assenza di politiche che permettano di contenere e/o abbattere il costo del trattamento rifiuti – quello che si otterrebbe alleggerendo il carico sulla pelletteria, non sarebbe altro che un redistribuzione su altri settori.
In attesa di una politica che permetta l’abbattimento dei rifiuti mi permetto di suggerire una ipotesi che, alemno fino a dicembre 2010, era ancora valida (ignoro se i continui interventi sulle leggi hanno già modificato la situazione). Si tratterebbe in pratica di garantire il
pagamento della TIA attraverso la amministrazione locale (vedi articolo allegato) in modo da evitare la IVA. Mi direte che le ditte già scaricano l’IVA, ma , per come la vedo, il risparmio IVA su __tutti__ potrebeb essere rispalmato con qualche piccoli vantaggio anche per la pelletteria (attendendo poi quello che sarà ottenibile con il recupero/riciclo).
Il solo dubbio, ma questo tocca ai tecnici risolverlo, è una operazione nel genere (che mi sembra vada ad incidere sul bilancio con una partita di giro utente -> comune -> SAFI/Quadrifoglio , possa in qualche modo andare a toccare gli equilibri nel senso del patto di stabilità.

Abbiamo ricevuto alcune risposte di cui un paio ci sembtano degne di segnalazione.
Leggi il seguito di questo post »

Regolamento Urbanistico (4) : la passerella di Badia

Il problema della passerella pedonale tra Badia e S. Donnino è troppo conosciuto perchè venga illustrato. La realizzazione della passerella era citata nel precedente regolamento urbanistico e sarà senz’altro citata nel prossimo. Con questo non vogliamo attribuire le responsabilità della mancata realizzazione alla amministrazione comunale (una grossa fetta deve essere attribuita a TAV, a RFI e – perchè no – anche alla mancanza di sufficiente pressione da parte di Provincia e Regione).
Comunque ci sembra interessante – a livello di informazione – rimettere in circolazione un libro bianco passerella del 2008 ed una serie di risposte della amministrazione comunale a varie interrogazioni proposte nel corso degli anni precedenti.

Regolamento urbanistico – mobilità

Alcuni suggerimenti per il nuovo regolamento urbanistico – mobilità
 Prevedere per i nuovi insediamenti urbani, una Valutazione di Impatto sulla Mobilità
 Aumentare l’estensione delle corsie preferenziali del trasporto pubblico locale e migliorare l’offerta di km percorsi.
 Potenziare e la realizzare parcheggi di scambio e residenziali non su strada.
 Ampliare il numero e l’estensione delle isole pedonali e delle “zone 30” (attraverso la riduzione della velocità consentita), nonché la diffusione di sistemi razionali di sosta a pagamento, con tariffe differenziate per zona e orario.
 Realizzare vie verdi – strade dove vietare la sosta e la fermata – lungo le arterie di maggior traffico interne ai centri urbani al fine di fluidificare la circolazione, prevedendo alternative per la sosta.
 Assicurare particolare attenzione agli utenti vulnerabili della strada (pedoni, ciclisti, disabili ecc.), con assegnazione di risorse adeguate, sia in fase di pianificazione urbanistica (per es. realizzazione di reti di piste ciclabili sicure ed efficaci) sia attraverso l’uso di metodologie che consentano di valutare l’impatto sociale degli interventi sulla mobilità urbana, anche al fine di scongiurare fenomeni di esclusione sociale.
 Promuovere meccanismi di incentivazione per il car-sharing (l’auto in multiproprietà) e il car-pooling (l’utilizzo dell’auto in almeno tre persone).

Regolamento urbanistico 3 – caserma Gonzaga

Tra i ‘punti difficili’ del nuovo regolamento urbanistico di Scandicci potremmp citare la ex caserma Lupi di Toscana. E’ vero che si trova sul territorio comunale di Firenze e pertanto ‘fuori dalla nostra giurisdizione‘. ma è anche ovvio che le scelte del comune di Firenze peseranno
fortemente sulla nostra comunità e sarebbe pertanto utile concordare gli eventuali usi della caserma se e quando verrà dismessa.
Questa è ovviamente la linea che è stata esposta ed accettata nel corso di una recente riunione della II commissione consiliare. Come accade spesso, non si tratta di una decisione estremamente originale in quanto non fa altro che riprendere una decisione già fatta dal consiglio comunale del 26 giugno 2007 (oltre quattro anni or sono) quando con una mozione presentata dal PRC (e poi con qualche emendamento accettata dal PD e dalla maggioranza) venne richiesto che le due amministrazioni (Firenze/Scandicci) si attivassero per un piano comune (anche per cercare di incidere su come la caserma avrebbe dovuto essere passata alle amministrazioni locali).
Dopo 4 anni siamo ancora a fare il primo passo anche se nel giugno 2010 avevamo sollecitato di nuovo la amministrazione.
Quattro anni persi per tentare (dico tentare, non è detto che la cosa sarebbe stata realizzata, ma almeno tentare) di evitare la vendita all’asta della caserma, quattro anni persi per tentare di avviare un percorso condiviso di sviluppo urbanistico con Firenze tutti i problemi di confine che abbiamo (in una delle prime sedute del consiglio comunale si parlo’ del Ferrale; nella commissioneche citavo all’inizio si è riparlato della inesistenza di rapporti con Firenze per quell’area, il Parco di Guido che abbiamo
ricordato in uno degli ultimi articoli del blog).
OK allora per l’avvio di una trattativa con Firenze; in fin dei conti meglio quattro anni di ritardo che mai, ma sono sempre quattro anni di ritardo.

P.S. Possiamo capire che molti consiglieri, neo eletti, non siano a conoscenza degli antefatti. Ma Sindaco, assessore (e diversi altri consiglieri) non sono novellini e che su questo argomento ci siano stati ritardi dovrebbero saperlo. O no?

A proposito di raccolta differenziata

Caro assessore,
non ho potuto purtroppo partecipare alla presentazione del  sistema di raccolta dei rifiuti alle bagnese, e me ne scuso.  perchè mi vedo costretto a disturbare  su un argomento che intendevo sottoporre alla Sua attenzione.
Molto brevemente: innovazione e introduzione di nuovi materiali rendono a volte problematico capire in quale cassonetto si debbano mettere vari materiali: alcuni anni or sono era il tetrapak, oggi sono le lampade a  risparmio energetico (e varia altra minuteria elettrica ed elettronica).
Sappiamo bene che la regola prevede il recupero (compro il nuovo e ti riconsegno il vecchio perchè sia smaltito correttamente), ma la mancanza in molti punti vendita chi chiare indicazioni operative mi fa temere che operazioni ovvie per grossi elettrodomestici bianchi non lo siano per piccoli apparecchi bruni.
Esiste allora, mi chiedo e Le chiedo, una verifica (non dico un controllo) se ci sia una rispondenza tra ‘RAEE’ venduti e RAEE recuperati?
Non si è mai pensato ad un accordo con i rivenditori in modo da facilitare (che so, con contenitori nei locali o nelle immediate vicinanze) la ‘restituzione del vecchio’ ?
Ringraziando della cortese attenzione

Dalla nostra inviata a yerevan

Quando mi ha consegnato il passaporto un brivido mi ha percorso la testa e le spalle.Ho provato una strana sensazione di stordimento come se qualcuno mi avesse tirato una botta in testa.
L’impiegata dell’ambasciata con quel bel foulard che le incorniciava il viso e con quel suo sorriso cosi’ rassicurante mi ha detto “Angela…here your visa”. Ho aperto il passaporto per assicurarmi che fosse vero. Il visto per l’Iran mi e’ sembrato la cosa piu’ bella che potessi vedere in quel momento nonostante recasse la mia foto scannerizzata con il capo coperto che mi fa assomigliare a Belfagor.
Se si decide di andare in Iran da soli senza far parte di un gruppo organizzato da un’agenzia, richiedere il visto puo’ diventare un’impresa epica.
Bisogna chiedere l’intermediazione di un’agenzia in Iran alla quale va inviato un dettagliatissimo programma di viaggio che viene a sua volta inviato al ministero degli esteri iraniano che valuta il tuo status in modo da assicurarsi che tu non sia una spia americana o israeliana. Una volta accertata questa ed altre condizioni, rilascia un codice che invia all’ambasciata indicata dall’ansiosa e speranzosa viaggiatrice che andra’ a ritirarlo.
La normalita’ vorrebbe che uno andasse all’ambasciata del proprio Paese. Ma io, no. Per abbattere ulteriormente i costi ho deciso di farmelo inviare all’ambasciata iraniana a Yerevan dove sarei giunta e dove infatti mi trovo.
Quando ieri mattina ho indossato la lunga camicia di ordinanza e ho preso la Martshurtka 259 per andare all’ambasciata  non pensavo che tutto sarebbe stato facile. Gia’ la burocrazia e’ abbastanza insopportabile quando ti ci devi approcciare nella tua lingua madre. Figuriamoci quando non puoi sfuggirne in una lingua che non conosci affatto come quella armena.
Il primo ostacolo e’ stato pagare il visto, non tanto per la somma da sborsare quanto per il fatto che la banca dove dovevo eseguire questa operazione si trovava dall’altro capo della citta’.
Via di corsa in taxi alla Mellat Bank a fare il versamento. E ancora via di corsa in taxi all’ambasciata prima della chiusura. Stremata sono arrivata allo sportello dove tra vari spintoni mi sono fatta largo nella folla e la signora, sempre con il suo sorriso mi ha detto “Ha un’assicurazione?”, “No” ho risposto. Lei quasi dispiaciuta e mortificata ha sentenziato “allora non posso rilasciarle il visto”.
Mi e’ crollato non il mondo addosso, ma tutto l’universo.
Con un filo di voce le ho chiesto “come posso fare?”. “Qui vicino, sulla strada principale, C’e’ VIVACELL. Li’ puo’ fare l’assicurazione”. Guardando costantemente l’orologio per paura di non farcela sono corsa via. Appena sono entrata nel negozio un ragazzo ha notato il mio spaesamento di fronte alla macchinetta che sputa i numerini per mettersi in fila  e mi ha quindi dato una mano a pigiare il bottone giusto.
Nell’attesa, pensando a quanto avrei dovuto sborsare per fare questa benedetta assicurazione di viaggio, rimuginavo su quanti soldi mi sarebbero rimasti e sull’eventualita’ di farmi ricaricare la carta di credito da mia sorella.
Quando e’ toccato il mio turno, dopo aver consegnato il passaporto e aver detto in quale paese dovevo andare, la ragazza, in 2 minuti mi ha stampato la polizza e mi ha detto ” sono 66.000 dram”. In un secondo ho fatto la conversione in euro e mi sono detta “certo, 130 euro sono parecchi da queste parti.Comunque costa sempre meno che in Italia. Evidentemente applicano tariffe a seconda del paese di provenienza dell’assicurato”. Temevo di non avere sufficienti dram e quindi ho tirato fuori tutti i soldi e ho iniziato a contarli davanti alla ragazza che mi ha bloccato la mano dopo la seconda banconota.Sorridendo mi ha detto “bastano questi” e si e’ messa a ridere con la sua collega.Non avevo capito proprio niente: 6600 e’ costata la polizza, non 66000.Per l’esattezza, 13 euro. “Sa…in Italia le assicurazioni costano molto di piu’” le ho detto. E ha continuato a ridere.
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.