Lucio Magri ha deciso di andarsene.Abbiamo ricevuto il seguente testo che ci sembra doveroso pubblicare anche come promemoria per chi ritiene che una catena che non sia la coop è automaticamente cosa buona e giusta . I fatti si sono svolti a Pioltello vicino a Milano; la Safra è una “cooperativa”; maggiori info le ritrovate googlando (esselunga safra) oppure andando direttamente su questo articolo
Il secondo giorno di sciopero si conclude con un’aggressione squadrista guidata dal presidente del Consorzio Safra in persona (il sig. Longo, già noto per aver subito una gambizzazione qualche anno fa) e da persone estranee all’attività presso l’Esselunga e uno dei capi-reparto del magazzino salumeria (il sig. Bosso, le cui dimissioni fanno parte della piattaforma di lotta).
All’azione hanno partecipato una cinquantina di persone, fra cui una quindicina di mazzieri provenienti da altri luoghi di lavoro e reclutati dopo che, all’una di pomeriggio, un’analoga operazione era stata sventata da rapporti numerici chiaramente sfavorevoli al Consorzio.
Verso le 16,30, invece, il plotone di crumiri con alla testa su un’auto il titolare del consorzio avanza deciso, cordonato e compatto come una squadra d’assalto,verso il presidio e va direttamente allo scontro fisico con gli scioperanti (per le immagini vedi il video)
La situazione degenera in fretta, lo scontro fisico provocato è inevitabile e, alla fine, una ventina di persone varcano i cancelli (è da ricordare che il presidio ha da sempre preferito “filtrare” i crumiri invitandoli a desistere di entrare a lavorare senza esercitare nessun atto di violenza ma di persuasione) . Il resto
desiste e decide di allontanarsi oppure di discutere con gli scioperanti, confermando le minacce ricevute nel caso non fossero entrati e di non avere
in ogni caso intenzione di entrare a lavorare scontrandosi con dei colleghi in lotta.
Va sottolineata l’olimpica assenza delle forze dell’ordine che però giungono in forza durante l’assemblea conclusiva della giornata e danno il meglio di
sè cominciando a perquisire il presidio permanente e i suoi dintorni alla ricerca di….”armi da picchetto”.
Dopo un mese di mobilitazione permanente, dopo due giorni di sciopero che hanno preso di mira i reparti del “fresco” mostrando la possibilità di colpire profondamente gli interessi economici aziendali, alla vigilia dell’inizio del procedimento per discriminazione nei confronti dei delegati licenziati, i dirigenti Safra perdono la testa e cercano di far leva sui rimasugli di crumiraggio che gli sono rimasti pur di mostrare a Esselunga di avere ancora in pugno la situazione.
Ma le ragioni degli operai in lotta sono troppo forti per farsi intimidire e arretrare.
Come abbiamo scritto nell’ultimo volantino (in allegato): “dicembre sarà un mese caldo. La lotta continuerà fino alla vittoria!”
Rilanciamo quindi con forza la mobilitazione preparandoci anche noi al periodo natalizio.