Prof. Monti, prende in giro noi o i suoi (ex) collaboratori della Bocconi?

Il pesso che segue è ripreso da un articolo  di rassegna.it versione on line di della rivista rassegna sindacale

E’ per questo che gli indici Ocse sulle cosiddette rigidità, aggiunge Fammoni, “collocano l’Italia (indice 1.77) al di sotto della media europea, quasi uguale alla Danimarca che viene così spesso citata, e ben al di sotto della Germania. Non era così prima, per un errore dell’Ocse nel considerare il Tfr, cosa che però al governo è ben nota visto che la correzione è avvenuta per uno studio della Bocconi”. Come si vede, quindi, “l’Italia non rappresenta alcuna anomalia ma il contrario. Per la verità una grande anomalia c’è: in nessun paese europeo, neanche in Spagna dove il sistema contrattuale è stato drasticamente decentrato, esiste una norma come l’art.8 che consente di derogare gli standard fissati dalla legge”, conclude Fammoni.

Possiamo fornire a curiosi ed interessati il testo (120 pagine fitte fitte in inglese) del report dell’OCSE; oppure gli interessati possono andare a cercare usando google (vedi ad esempio questi siti).

Quello che colpisce però, è che alla redazione del rapporto OCSE (che smentisce chiaramente le chiacchiere sulla rigidità del lavoro in Italia) hanno dato un notevole contributo gli studiosi della Bocconi, proprio quella Università di cui Monti era Presidente. Un presidente così attento e professionale che ignora (il che è grave) o smentisce (il che è ancora più grave) quello che i suoi ricercatori di punta hanno affermato e sottoscritto.

 

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