Un paio di mesi or sono abbiamo pubblicato un articolo sulla sicurezza a Scandicci in cui, tra l’altro, sostenevamo che in assenza di una verifica storico-quantitativa della delittuosità a Scandicci la sola cosa su cui potevano basarsi i giudizi erano impressioni dovute a titoli più o meno gridati della stampa e voci raccolte qua e là. E, ricordando una interessante analisi fatta – salvo errori – nel 1997, ribadivamo la necessità di una inchiesta sulla sicurezza a Scandicci reale e percepita.
Cinque articoli (cinque) pubblicati oggi sul Nuovo Corriere di Firenze ci aiutano fornendo un po’ alla rinfusa quelle cifre che non siamo riusciti ad avere dalla amministrazione e, lasciando ad altri più capaci il compito di una analisi di dettaglio vorremmo concentrare l’attenzione su un alcune cifre. La prefettura segnala 1948 reati nel 2010 contro 1740 nel 2009. Una crescita sensibile (+10% circa) su scale di tempo brevi. Se andiamo a verificare invece su scale di tempi lunghi (17-18 anni) confrontando con il valore medio della delittuosità negli anni 1993/1994 (1500 reati segnalati da prefettura e carabinieri) la crescita è di circa il 30% . Sarebbe a questo punto utile avere qualche punto di riferimento intermedio per rendersi conto se questo aumento è un aumento ‘lento e costante’ o se ci sono degli anni in cui ci sono ‘scatti’ per cercare di associarli a fenomeni sociali ed urbani che potrebbero esserne concause.
E, magari, sarebbe anche interessante capire se e quanto le cifre siano paragonabili tra loro, altrimenti si continua a parlare di sicurezza non tanto per capire cosa succede, ma per dare aria alle tonsille.








