Oggi sul Fatto quotidiano è apparsa un lettera scritta da un sindacalista della FIOM di Pomigliano. E’ una lettera che suggeriremmo a tutti di leggere e dar circolare soprattutto per la lucidità con cui chi la ha scritta riesce a legare il problema della democrazia in fabbrica con i problemi più generali della indipendenza della magistratura, della libertà di stampa, del Beni Comuni.
Purtroppo sulla edizione on line del Fatto la lettera è leggibile solo dagli abbonati. Spero che il direttore non me ne voglia se ho scannerizzato il testo e lo metto a disposizione qui sotto. Forse chi lo legge renderà merito sia a chi ha scritto la lettera che a chi la ha pubblicata …
Poco più di un mese fa (era il 14 dicembre) segnalavamo con l’articolo alcune-cifre-su-come-si-poteva-evitare-di-dare-addosso-ai-soliti che sarebbe stato possibile evitare la manovra Monti potando stipendi e doppi incarichi sopra una cifra che (ci sembra) avrebbe comunque consentito di vivere con una certa decenza (cifre nell’articolo).
Bene, senza però arrivare ai livelli che suggerivamo, sembra comunque che Monti si sia accorto che il problema posto da Ferrero (e che riportavamo nell’articolo) era un problema reale ed ecco che modificando il decreto salva-Italia si appresta a mettere dei tetti agli stipendi dei grandi burocrati (tetti che non li faranno certo morire di fame, circa 300 mila euro all’anno) ed un limite ai doppi stipendi, doppi incarichi ecc ecc.
Complimenti a Monti che da buon prof sa che le decisioni possono sempre essere limate, aggiustate, avere degli errata corrige. Pochi complimenti a chi, in nome del sostegno a Monti senza se e senza ma (PD con e senza L ) ha lasciato correre per non disturbare il manovratore.
Ci resta un solo dubbio: non sarà che questa operazione resti solo una operazione di facciata, lo zuccherino che ci permette di ingoiare la amara (e dannosa) medicina di cui parlavamo nell’articolo del 10 gennaio?