La sfida del Primo Marzo

A Scandicci qualche tempo fa in una ‘sfilata’ di banchini in Piazza Togliatti venivano raccolte le firme per L’Italia sono anch’io diritti di cittadinanza per gli stranieri  Domani 1 Marzo, riprendendo una iniziativa già svoltasi negli anni passati, giornata di moblitazione e sciopero degli stranieri. Ci auguriamo che i tanti che hanno firmato la proposta di legge siano presenti alla manifestazione in Santissima Annunziata

La quarta giornata di mobilitazione e di sciopero “degli stranieri” ha un particolare rilievo nella città di Firenze, dato l’omicidio di Samb Modou e Diop Mor in piazza Dalmazia. In particolare riteniamo fondamentale continuare a dimostrare il forte spirito antifascista e antirazzista che ha da sempre segnato la nostra città, come è stato anche per le due manifestazioni che recentemente sono partite da Piazza Dalmazia.

Resta necessario indagare e contrastare alla base le cause dell’odio tra poveri, non solo in ambito culturale ma ritornando a prendere in considerazione il sistema produttivo del Paese. Un tempo si parlava di eserciti di riserva utilizzati per abbassare il costo del lavoro. Occorre comprendere la centralità dei lavoratori “stranieri” come elemento fondamentale per riprendere un percorso di allargamento dei diritti, non solo sui luoghi di lavoro. Le condizioni di sicurezza, sociale e fisica, i meccanismi di sfruttamento e l’uso dell’intolleranza come guerra tra poveri sono temi che domani torneranno ad essere al centro delle nostre riflessioni e di pezzi di opinione pubblica.

La sfida è non lasciarli isolati al Primo Marzo, partendo da una presenza significativa di tutti i compagni all’appuntamento.

Dalle ore 16.00 da piazza Santissima Annunziata domani

COMUNICATO STAMPA DEI LEGALI NO TAV

Questa è la settima ordinanza emessa dal Prefetto di Torino ex art 2 t.u.l.p.s..
Ricordiamo che il predetto testo unico risale al regime fascista e che la Corte Costituzionale ha compresso il potere del Prefetto adeguandolo ai principi della nostra carta costituzionale, la stessa Corte ha limitato l’ uso di questo potere ai soli casi di indifferibilità ed urgenza e nella comprovata impossibilità di avvalersi utilmente degli ordinari strumenti normativi.
Le stesse premesse all’ ordinanza sono espressione dell’ illegittimità della stessa in quanto non è vero che la delibera del CIPE del 2010 indichi la estensione del cantiere della  Maddalena a Chiomonte.

Lo stesso articolo 19 della legge di stabilità (L. 12.11.2011 n. 183), che individua il sito di interesse strategico nazionale, è affetto da illegittimità costituzionale anche per carenza della necessaria specificità in ordine all’individuazione dei cantieri ivi indicati;
prova ne è che nello stesso articolo 19 viene individuato in Chiomonte anche il cantiere del tunnel di base che notoriamente non sarà in Chiomonte bensì a Susa.

L’ ordinanza non costituisce inizio della attività espropriativa in quanto il Prefetto non ha comunque affatto autorizzato l’occupazione dei terreni privati e, ciononostante, le forze dell’ordine hanno permesso la recinzione dei terreni privati in assenza di alcuna autorizzazione.

L’ ordinanza limita ed interdice esclusivamente la viabilità e l’accesso su un’area oggettivamente indeterminata ed indeterminabile.

Abbiamo provveduto nei giorni scorsi a diffidare la questura e la prefettura ad occupare ovvero agevolare l’eventuale occupazione dei terreni e ciò in nome e per conto del signor Luca Abba’; nonostante ciò di fatto le forze dell’ordine hanno permesso la recinzione dei terreni privati in assenza di valido titolo, estendendo l’area militarmente presidiata senza che nessuno sappia o possa sapere quali saranno i suoi nuovi confini.

Verificheremo la necessità di presentare esposto alla Procura della Repubblica di Torino per integrazione del reato di cui all’art 633 c.p. nei confronti di chi materialmente ha recintato e in tal modo occupato i terreni di proprietà privata, nonché nei confronti di chi abbia agevolato e/o concorso ad agevolare la suddetta condotta. Leggi il seguito di questo post »

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Auguri Gioacchino Rossini !!!

Cliccando potrete sentirre l’ouverture del Guglielmo Tell (ovviamente un ribelle alla tirannia)

Italia, paese dai bassi salari: una lettura ragionata

Siamo tra i paesi europei che pagano meno i lavoratori, mentre abbiamo gli orari di lavoro più lunghi. Nonostante ciò la competitività delle nostre imprese è tra le più basse. Il quadro di un paese che ha sbagliato obiettivi e che si appresta a commettere ulteriori errori…

Ieri e oggi i quotidiani hanno riferito la diffusione dei dati Eurostat sui salari medi lordi nei paesi dell’Unione. Tuttavia i dati diffusi, per ciò che riguarda l’Italia, si riferiscono al 2006, mentre per altri paesi si arriva al 2009. Inoltre i dati italiani riguardano le aziende con più di 10 dipendenti, mentre per altri paesi il campione è l’intero mondo del lavoro. Evitiamo quindi di riportare statistiche così disomogenee e ci affidiamo invece all’OCSE che fornisce dati più aggiornati e uniformi.

salari medi lordi   Questo grafico rappresenta la situazione al 2002:

OCSE: salari medi anno 2002, in US$ 2009 a parità di potere    Come si può notare l’Italia è una posizione defilata, ben lontana dal “centro” dell’Europa e vicina ai paesi meno ricchi. La situazione al 2010 è invece questa:

:P er leggere tutto l’articolo clicca qui

Una lettera della compagna di Luca NoTAV

La giornata di ieri credo sia stata quella che ha visto oltrepassare il limite di quella che continuiamo a voler chiamare democrazia e rispetto della legalità. Una giornata in cui tutto è cambiato.
I fatti gravissimi accaduti in Clarea e alla baita, il tentativo di omicidio perchè solo in questo modo si può chiamare, nei confronti di Luca da parte delle forze del disordine, ha fatto sì che si sia veramente passato ogni limite, che lor signori ci abbiano ormai palesemente dichiarato guerra guidati dalla mano assassina di un governo che anzichè ascoltare le richieste dei suoi cittadini e delle popolazioni tutte, usa la forza della violenza per imporre i suoi loschi e sporchi affari ed è disposta a tutto per raggiungere i suoi sporchi fini.

MI piacerebbe poter chiedere al sig. manganelli in questi momenti di dolore per quanto accaduto a Luca ieri, e che fino a quattro giorni si permetteva di sbraitare dichiarazioni insensate circa la nostra volontà di cercare il morto e alzare il livello di tensione, che tipo di ordini ha impartito ai reparti anti sommossa che in questi giorni hanno raggiunto la Val Susa.

Se l’ordine fosse quello di alzare ancora di più il livello di tensione che hanno creato in questi mesi e trovare loro il morto.

Bè caro il mio funzionario da strapazzo, strapagato in milioni di euro mentre noi comuni mortali cerchiamo di mettere insieme il pranzo con la cena, mentre le scuole dei nostri figli cadono a pezzi, mentre negli ospedali spesso sai quando entri e non come ne esci, IL MORTO LO AVETE CERCATO E QUASI TROVATO VOI! In questi lunghi mesi di resistenza abbiamo visto ed assaggiato la violenza di questo stato, dei suoi uomini ingaggiati contro le popolazioni e la Val Susa che ricordatevi, RESISTERA’ e LO FARA’ AD OLTRANZA! Siamo pronti a farci arrestare con il sorriso sulle labbra, siamo determinati a non mollare e non abbiamo paura!
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10 domande, 10 risposte: cerchiamo di approfondire

Chi segue queste pagine ricorderà che qualche tempo fa abbiamo ricevuto dal sindaco le risposte ad una serie di domande che gli avevamo posto. Siccome certe cose non possono essere trattate in fretta ci siano presi un po’ di tempo per approfondire ed evidenziare quali siano alcuni punti che meriterebbero un maggio approfondimento. Qui si seguito la lettera inviata ieri al sindaco

Caro Simone,

abbiamo ricevuto la tua lettera (che come saprai ho immediatamente reso pubblica come nostro costume) ed abbiamo successivamente letto le tue dichiarazioni in merito alla lotta all’evasione a Scandicci. Stiamo preparando una serie di considerazioni più articolate per approndire questi temi che non possono essere esauriti in poche battute, ma nel frattempo sento la necessità di fare alcune osservazioni personali.

Mi spiace notare che a fronte di una serie di domande in parte pleonastiche (con risposta incorporata) ed in parte provocatorie, tu abbia scelto la strada più facile, quella di considerarle domande ingenue a cui rispondere con alcune cifre perché chi le ha poste si tranquillizzi e sappia che tutto è sotto controllo.

Bene non è questo che mi attendevo. La foto che ci hai fornito la conoscevamo abbastanza bene perchè molte delle cifre sono contenute nei documenti di bilancio (a dimostrazione allego due estratti RPP-2010 e RPP-2011), tanto che (meglio della foto) avevamo già realizzato un filmino (magari un po’ sfocato perchè i dati disponibili non sembrano sincronizzati) . Ma far politica non è solo snocciolare cifre è anche capirle ed interpretarle.

Vorrei allora fare qualche considerazione tanto per capire se si possono trovare cifre di interpretazione condivise.

  1. settore edilizia (840 imprese, 1676 addetti, in media di 2 addetti per impresa); mi sembra abbastanza ragionevole pensare che una parte apprezzabile di queste 1676 imprese siano imprese di una persona, imprese che fanno manutenzione, non certo costruzione e di conseguenza – con i tempi che corrono – imprese che rischiano di non dar reddito sufficiente all’imprenditore-lavoratore; oppure, ed anche questa è una ipotesi congrua all’epoca in cui viviamo, si tratta di imprese che riescono a sopravvivere solo grazie al subappalto del subappalto del subappalto di qualche impresa più grande ed anche in questo caso il reddito dell’imprenditore-lavoratore posso immaginare quale sia. Questo tipo di analisi un po’ alla buona ti sembra convincente? Perché se lo fosse ha immediatamente delle conseguenza su quello che è il welfare locale (come peraltro evidenziato nei capitoli dedicati alla situazione delle famiglie nei Bilanci del Comune).

  2. Altra considerazione vorrei fare sulla tua affermazione in merito ai ‘capannoni’. Non è per il gusto di contraddire, ma solo per avere un punto solido di ragionamento che vorrei ricordare le trasformazioni della SIMS, dell’ex Impronta, dell’ex impianto zootecnico Le Palle, le fornaci a S. Giusto, il piano direttore per la zona Acciaiolo, la possibile trasformazione dell’ex mangimificio … tutte scelte che ci hanno visto coinvolti tu come assessore, vicesindaco, sindaco, noi come consiglieri di opposizione o di maggioranza: una trasversalità che dovrebbe rendere più agevole, pur di volerlo, cercare il bandolo della matassa. Quello che noi suggeriamo è che il problema dei ‘capannoni’ consiste nell’evitare il loro degrado perché una situazione degradata (SIMS insegna) è quella che poi porta forzatamente alla necessità di trasformazione; evitare il degrado significa intanto metterli in condizioni di sicurezza; significa riuscire a mantenerli vivi come luoghi di produzione e per questo non basta affidarsi – incrociando le dita – ad una impresa. Bisogna invece seguirla con attenzione cercando di capire dove si vada a parare. Senza rivangare la storia Electrolux (anche se ritengo di poter ahimè proclamare che l’avevamo detto), e guardando al presente stiamo col fiato sul collo della nuova cordata? Abbiamo una idea della situazione del sistema produttivo (penso ad esempio alla situazione del credito, ad indicatori come consumi energetici …)?

  3. Od ancora, dalle cifre che ci fornisci risulta che una consistente frazione (1100 su 3500) di chi è in cerca di lavoro è composta da persone oltre i 45 anni cioè da persone che con maggiore difficoltà riescono a ricollocarsi; all’altro capo 550 circa sono i giovani (sotto i 25 anni) in cerca di lavoro. Abbiamo un progetto di sviluppo in base al quale avviare iniziative di formazione?

  4. Un’ultima considerazione (non era nelle tue risposte, ma la consideriamo collegata) è quella della evasione. Come avevo cercato di illustrare in modo informale ad Andrea Giorgi (lettera del 21 gennaio, mi scuso per non avertene mandato copia, ma si trattava appunto di considerazioni informali) le questioni dell’evasione ICI ci sono ben note, anche se colpisce – e questo per me è motivo di riflessione, non so se lo è per te – la sensibile differenza tra le previsioni di recupero evasione (indicate nei bilanci di previsione) e quanto effettivamente realizzato. Se, come dici, sembra che a Scandicci funzioni il controllo sociale (sulla base di quanto viene fuori dalle indagini della guardia di Finanza), perché questo controllo sociale (che preferirei chiamare civismo) salta quando si parla di ICI? E se salta quando si parla di ICI non viene un leggero sospetto che possa saltare anche quando si parla di IRPEF? Ed è qui che si annidi l’evasione di cui andiamo parlando da tempo, è qui che da anni le amministrazioni possono provare ad intervenire (nella lettera ad Andrea Giorgi citata sopra avevamo anche indicato alcuni documenti di buone pratiche).

Spero di aver chiarito i motivi per cui la tua risposta mi sembra non insufficiente oppure sbagliata, ma molto più semplicemente fuori bersaglio; spero anche di aver ridisegnato meglio il bersaglio, pronto comunque a specificare meglio, se necessario, per iscritto od a voce.


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Ai resistenti antifascisti del 1921

Ai resistenti antifascisti del 1921

forti del loro impegno civico
decisi a contrastare il passo alla reazione fascista
uniti a tutto il popolo
si opposero alle squadracce nere
favorite dallo stato monarchico e borghese
sulle barricate di Scandicci il 28 febbraio – 1° marzo 1921
impari al momento le forze
le avanguardie armate di un popolo
amante della libertà
dovettero soccombere
molti pagarono col sacrificio
la galera e la continua inflizione della violenza
continuarono a mantenere vivi gli ideali di socialità
saldi nei loro propositi di giustizia di libertà
senza recedere
furono fra gli uomini la cui resistenza morale
costituì seme e condizione indispensabili
per la rinascita del paese
nella vittoriosa lotta di liberazione
i cittadini di Scandicci
riconoscono in loro i combattenti della libertà
da indicare al ricordo
di quanti ne condivisero la lotta
delle nuove generazioni
dei democratici tutti
quanto sopportarono e fecero
sia oggi sprone per un rinnovamento generale
un fermo invito alla vigilanza assidua
dei valori e delle conquiste
che tanto costarono al movimento popolare

Scandicci nel 50° anniversario
della resistenza popolare al fascismo

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In solidarietà con il movimento NOTAV della Val di Susa e in particolare con Luca Abbà
PRESIDIO OGGI 27 FEBBRAIO 2012
ORE 17.30
PREFETTURA DI FIRENZE (via Cavour)


Questa mattina le forze dell’ordine hanno anticipato lo sgombero della baita Clarea, il presidio dove decine di Valsusini vegliano sul finto cantiere per una delle opere più stupide mai progettate.
I giovani presenti hanno fatto resistenza passiva e uno di loro, Luca Abbà, è salito su un traliccio per non essere abbandonato. Un rocciatore delle FFOO è salito per cercare di farlo scendere, ma Luca è caduto a terra da 10 metri. Adesso (ore 11) è in sala operatoria a Torino con costole rotte ed emorragia interna.
Il comportamento di Polizia e Carabinieri è assolutamente censurabile e per questo abbiamo indetto il presidio.
Vi aspettiamo numerosi.


Il Governo del 5%

120225chiesaAdesso che questo “Governo dei tecnici” ha pubblicato le sue dichiarazioni dei redditi, possiamo concludere, all’ingrosso, che tra la punta alta di una guardasigilli che guadagna sette milioni di euro all’anno e il più “sfigato” del gruppo, che ne guadagna solo 120 mila, la media è decisamente al di sopra dei 200 mila euro annui.
Perché metto l’indice su questa cifra? Perché secondo le statistiche, questa è la barriera oltre la quale si colloca il 5% dei contribuenti italiani. Questo, almeno, è quello che dichiarano. Ma noi sappiamo che abbiamo a che fare con donne e uomini d’onore, e dunque gli crediamo.
Il 5% vuol dire che, al di sopra di quella barriera, si colloca un italiano su venti.

Ora, dalle mie letture giovanili riemerge, per caso, una definizione dell’individuo che Karl Marx formulò da qualche parte: “L’uomo è il punto d’intersezione di tutti i suoi rapporti sociali”. Quando la lessi pensai che andava bene per l’individuo sociale, perché ritenevo che l’uomo fosse una cosa anche assai più complessa. Ma, a grandi linee, direi che è una buona definizione. Cosa voleva dire Marx? Che ognuno riflette l’ambiente in cui vive, le persone che frequenta, il posto e le funzioni lavorative che conosce. Insomma ha un orizzonte, e una coscienza, che – appunto – sono il prodotto di tutte quelle intersezioni.
Dunque, tornando a quel 5%, se si applica la definizione di Marx, si può ragionevolmente immaginare qual’è il loro orizzonte. Bene: abbiamo un governo che rispecchia il loro orizzonte, cioè che rappresenta il 5% della popolazione del paese.
Direi che si vede da molti segnali. Non mi stupisce dunque che Monti si lasci sfuggire una frase come quella che il posto fisso è una gran noia. Lassù, dove non si è mai disoccupati, sicuramente lo è.
Saranno dei tecnici, ammettiamolo, ma stanno anche loro lassù in cima. Come tutti i governi degli ultimi quarant’anni. Del resto vi risulta che ci sia qualche operaio, in parlamento, o lavoratrice, o artigiano? Se c’è è un ex, che si è già dimenticato tutto.
Che rapporto ci potrebbe essere tra il loro orizzonte, di quelli che devono stringere la cinghia, e quello del 5%? E c’è qualcuno che pensa che si possa scendere, con la fantasia, al di sotto di quel loro orizzonte? L’inverso si può fare, fantasticando. Ma scendere è proprio impossibile. Solo la Fornero ha pianto. Per sbaglio.

 Fonte: rifondazione.it | Autore: Giulietto Chiesa

Fisco: Come cambia per le famiglie – SCHEDA ANSA

Tredici articoli per semplificare gli adempimenti e per pigiare l’acceleratore sulla lotta all’evasione. Il decreto fiscale approvato ieri dal consiglio dei ministri ha messo a punto il primo pacchetto di interventi fiscali del governo Monti, dopo la manovra di fine 2011 che comunque era intervenuta sulla materia fiscale; un’altra tranche di misure arriverà, nel giro di qualche settimana, con la delega fiscale. Dovrebbero essere contenute in quella sede le novità su catasto e elusione (abuso di diritto). Resta aperta anche la partita delle detrazioni fiscali. Il governo è poi al lavoro sul dossier relativo alla ‘spending review’ che potrebbe evitare l’aumento dell’Iva previsto a partire da ottobre di quest’anno.

Ma ecco come cambia la tassazione per imprese e famiglie con il decreto fiscale approvato ieri sera dal cdm.

RATE A PROVA DI CRISI . Il Fisco va incontro alle famiglie con difficoltà economiche. Se decade la rateazione già accordata si può chiedere, una volta ricevuta la cartella di pagamento, un’altra possibilità, ovvero una nuova rateazione. Possibile chiedere anche rate flessibili, crescenti con gli anni.

NUOVA TASSA RIFIUTI . Per la prima applicazione del nuovo tributo, in attesa della determinazione della precisa superficie catastale, l’area tassabile sarà determinata in via convenzionale dall’Agenzia del Territorio.

SOSTANZA BATTE FORMA . L’inosservanza di adempimenti formali da parte del contribuente, che invece possiede i necessari requisiti sostanziali, non farà decadere dal regime speciale prescelto o dal beneficio previsto dalla legge. Al contribuente viene consentita la presentazione della comunicazione o l’assolvimento del particolare adempimento previsto, anche in ritardo.

IVA, UNA SOLA COMUNICAZIONE AL MESE . Abolito lo ‘spesometro’ e con esso le singole comunicazioni per ogni operazione Iva rilevante.

IMPRESE IN DIFFICOLTA’, NON ESCLUSE DA GARE . Se hanno chiesto una rateazione dei debiti fiscali vengono comunque considerate “adempienti”, se pure a rate. Potranno dunque partecipare alle gare per appalti.

DETRAZIONI IMU FAMIGLIA . Varrà per una sola casa a famiglia.

LIMITE A PIGNORAMENTI . Per gli stipendi si potrà arrivare al massimo ad un decimo per importi fino a 2.000 euro e a un settimo per importi da 2.000 a 5.000 euro

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