Sulla Nazione di oggi (pagina di Scandicci) si riparla del PEEP diBadia a Settimo. Se abbiamo capito bene il testo dell’articolo sembra che degli aumenti di costo che ci sono stati per le case realizzate nel Peep possa essere giustificata solo una parte, circa il 40-45 per cento del costo iniziale. Non sappiamo quali siano state le cifre alla base di questa stima, però vorremmo invitarvi ad andare a rileggere l’articolo pubblicato su queste pagine il 29 ottobre 2011 ed a verificare le cifre. Quello che avevamo ipotizzato come aumento giustificabile era il 45,2 per cento, come vedete una stima non molto lontana da quella fornita da fior di tecnici.
Questo vuol dire che siamo dei geni? No, vuol dire semplicemente che prima di fare affermazioni su argomenti così delicati e che pesano sulla vita di centinaia di persone preferiamo cercare un po’ di informazioni (magari da fonti diverse), ragionarci, cercare eventuali falle, e solo allora esprimerci. E’ un po’ quello che abbiamo imparato dai grandi maestri della cultura (partendo dai filosofi dell’antica Grecia per finire agli scienziati del XXI secolo). Metodo purtroppo poco apprezzato da molta politica che preferisce parlare senza troppo riflettere (ricordate il tunnel dei neutrini?).











12 febbraio 2012 alle 9:59 pm
Si prospetta di modificare l’art. 9 della Convenzione per cercare di ridurre la differenza con il prezzo rogitato.
La decisione spetta al Consiglio Comunale.
Ricordo ai consiglieri che la Convenzione è un atto pubblico, riferito ad un bando di edilizia convenzionata dove sono stati stabiliti dei paletti ben precisi. Modificarli in corsa dopo che sono stati fatti i rogiti diventa un operazione pericolosa, di cui se ne dovrà rendere conto nella migliore delle ipotesi alla Corte dei Conti…..nella peggiore alla Magistratura!
Meditate gente, meditate consiglieri….
13 febbraio 2012 alle 9:36 pm
Gli alloggi costruiti nei piani Peep sono soggetti a tutii quei vincoli previsti in una Convenzione stipulata tra il Comune ed un operatore che ha vinto l’appalto a costruire tramite un bando pubblico, che per conto riceve il vantaggio di avere un onere ridotto per la concessione edilizia.
A scandicci dopo che alcuni cittadini denunciano pubblicamente le storture subite, il Comune decide di rivedere l’art.9 del prezzo di Convenzione e le sanzioni a carico delle cooperative per non aver rispettato i patti sottoscritti.
Chiedo ai consiglieri comunali, chiamati a dover decidere di cambiare le carte in tavola, di informarsi bene dell’eventuale danno erariale che ne potrebbe conseguire per le Casse Comunale e se l’appalto vinto in sede di bando, potrebbe aver precluso a qualche altro operatore onesto la possibilità di parteciparvi.
Credo che ci sia da riflettere a fondo prima di doversene pentire in seguito!
13 febbraio 2012 alle 10:01 pm
Ho paura che stavolta qualcuno le ferie le faccia in via Minervini……