Non sappiamo dove, ma in qualche posto della Toscana, forse ai confini coll’Umbria, nascerà una nuova realtà produttiva. Verranno prodotti dei camper della Elnagh e siamo certi che cittadini ed amministrazione coinvolte sono pronte col tappeto rosso ad accogliere chi porta lavoro
Col lavoro non si scherza; comprendiamo perciò benissimo che 130 posti di lavoro siano attesi come la manna dal cielo. Ma prima di tagliare nastri, approvare aiuti, facilitare varianti urbanistiche sarà bene che chi si troverà davanti il Sig De Costanzo (proprietario della Elnagh) sappia che questo signore ha chiuso la fabbrica a Trivolzio (provincia di Pavia) e delocalizza (bontà sua in Toscana e non in Romania) perché vuole spendere meno di manodopera, perché vuole disfarsi di 130 dipendenti qualificati e combattivi visto che con anni di lotte erano riusciti a ottenere un contratto di secondo livello: la quattordicesima, l’obbligo da parte dell’azienda di assumere a tempo indeterminato i contrattisti che durano da almeno 20 mesi, anche in tempi frazionati. Anni di lotte, appunto.
Alla Elnagh ha vinto il padrone. De Costanzo potrà delocalizzare dove vorrà un’azienda che in crisi non era. Potrà assumere precari, senza quattordicesima e senza obbligo di assunzione dopo 20 mesi. E potrà farlo ridendo alle spalle dei contribuenti che stanno pagando la cassa integrazione e alle spalle dei lavoratori che nel frattempo faranno i disoccupati. Sembra che lo farà in Toscana.
Sul lavoro non si scherza; ma credo che nessuno possa essere tenuto ad esultare perché un simile personaggio è arrivato tra noi.
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