Vi ricordate della Fabbrica Italia promessa da Marchionne, dei suoi investimenti multimiliardari (purchè i lavoratori fossero stati tranquilli) ?
Vi siete mai chiesti come potesse una società con capitale sociale di 50.000 euro (cinquanta mila euro) fare investimenti di tale portata?
La risposta è arrivata ieri con la lunga intervista al corriere della sera in cui, tra l’altro, Marchionne minaccia la chiusura di due stablimenti se non si riuscirà ad esportare negli USA.
Insomma, dopo aver chiuso lo stabilimento siciliano di Termini Imerese perchè attarversare il Tirreno costa troppo, adesso il nostro manager scopre che si può attraversare l’Atlantico.
Forse è senza volerlo e senza rendersi conto di che cosa stava dicendo che Marchionne ricordato nella intervista il film Sophie’s choice del 1992 dove alla fermata del treno per Auschwitz un nazista chiede alla protagonista Meryl Streep uno dei suoi due figli, in caso contrario li avrebbe ammazzati tutti e due. Bene ha fatto il quotidiano il Fatto a rappresentarlo in uniforme nazista; non sta decidendo chi salvare, non è Schindler, lui è quello che strappa lavoro e dignità e magari pretende di essere omaggiato. Bene ha fatto qualcuno a ribattezzarlo Marpionne
Riteniamo utile a questo punto riportare le dichiarazioni del segretari della FIOM, Landini, che ci sembra spieghino benissimo la situazione
”La cosa piu’ preoccupante e’ che la Fabbrica Italia non esiste piu”’, Marchionne ”dice che il mercato non e’ piu’ quello che aveva pevisto, dice che in Italia non vendera’ piu’ un milione 400 mila auto, non parla piu’ dei 20 miliardi di investimento!”. E’ quanto afferma al Fatto quotidiano il leader della Fiom, Maurizio Landini, che spiega: ”Presentando la nuova Thema, Marchionne disse: e’ venuta meno la produzione di uno stabilimento. Adesso parla di due. Se segue questo ritmo a giugno non c”e piu’ nulla. E il governo – chiede – non ha nulla da dire?”.
”Ha chiuso Termini Imerese dicendo che costava troppo attraversare il Tirreno”, aggiunge Landini sull’amministratore delegato della Fiat che conta di vendere negli Stati Uniti, ”ora pensa che le Punto devono attraversare l’Atlantico?”. Anche sull’accordo Fiat, per Landini, Marchionne avrebbe detto ”un’altra balla” quando ha parlato di accordo firmato dagli operai. ”Hanno votato 6 mila su 80 mila!”. E ci sono 20 mila firme che chiedono un referendum su quel contratto”. Con Marchionne Landini parlerebbe ”anche domani”: ”Temo – spiega – che si stia preparando a fondere il gruppo in cui la chrysler e’ il vero baricentro e l’Italia solo un’appendice”.
Per quanto riguarda il rapporto con le altre sigle sindacali, il leader Fiom afferma: ”ho gia’ proposto a Cisl e Uil di far votare i lavoratori sul contratto. Se loro lo accettano io sono disposto a fare un grande accordo per la democrazia sindacale. Non e’ colpa mia se si rifiutano”.










