Senza SEL e senza MpA

Contrordine. Sel appoggerà Ferrandelli nonostante le primarie siano state una truffa.  La decisione è stata presa quasi all’unanimità nella tarda serata di ieri per alzata di mano, nel corso di un vertice tra i coordinatori regionale, provinciale e dirigenti del partito di Nichi Vendola. A questo punto Ferrandelli verrà sostenuto per le amministrative da tutto il Pd, Sel e dalla sua sfidante Antonella Monastra, arrivata quarta alle Primarie. Rita Borsellino, appoggiata alle Primarie da Pd e Orlando, ha fatto sapere che non sosterrà Ferrandelli. Sempre oggi presenterà ufficialmente la sua candidatura Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, che non ha mai accettato il risultato delle primarie del centrosinistra parlando di «irregolarità e mancata trasparenza».  Orlando sarà sostenuto da Idv, Verdi e Federazione della Sinistra, più liste civiche di movimento. A quanto pare sembrerebbe che la decisione di Sel sia stata imposta direttamente da Vendola per non compromettere il rapporto con il PD a livello nazionale in vista delle future allenze (evidentemente quanto succede sull’art 18 è una variabile secondaria). Così facendo il partito di NIKI dà il via libera alla “sperimentazione” siciliana che vede un rapporto sempre più organico tra Pd e Mpa di Lombardo. Evidentemente la lezione di Napoli non è servita, invece di unire la Sinistra Sel preferisce il rapporto organico con il Pd. Chissà come la prenderà Claudio Fava?


I costi di una campagna elettorale

Visto che spesso si parla di costi della politica avevamo pensato di fare un piccolo studio sui costi delle campagne elettorali partendo dalle cose più facile, le amministrative dell’area fiorentina; ovviamente, per fare la mano, siamo partiti dal caso più vicino e cioè da Scandicci richiedendo (si tratta di documenti pubblici) le previsioni di spesa  dei vari candidati sindaci per la campagna elettorale.

I documenti che abbiamo ricevuti soo riassunti in questa tabella

 

Due delle voci sono sconosciuto in quanto sul foglio non risultava il nome del partito (ma certamente si tratta di UDC e di PdL). La prima colonna rappresenta la spesa prevista, la seconda colonna i voti raccolti e la terza è la spesa per voto (totale spesa diviso voti raccolti).

Dopo aver guradato con attenzione queste cifre siamo arrivati alla conclusione con esse darebbe estremamente difficile riuscire a fare uno studio non diciamo inattacabile da un puto di vista logico, ma che almeno o facesse scompisciare dalle risate chi lo leggesse.  Perchè che il Partito democratico abbia speso meno de La Sinistra per Scandicci o poco più di Rifondazione, che il PdL abbia speso più o meno come i Comunisti Italiani, francamente ci sembra incredibile

Ovviamente abbiamo rinunciato al piccolo studio cui accennavamo all’inizio, ma la cosa ci è sembrata così assurda che ci è sembrato divertente farla conoscere

PisapiaxMilano

Milano chiede l’unità della sinistra

martedì 16 novembre 2010 di Paolo Ferrero

Oggi festeggiamo la vittoria di Giuliano Pisapia nelle primarie di Milano. Una vittoria netta che parla di un popolo della sinistra che si è stancato delle mediazioni centriste. Una vittoria resa possibile dall’unità della sinistra. Pisapia infatti era sostenuto oltre che da numerose forze della società civile, dalla Federazione della Sinistra e da Sel. Larga parte dei mass media fa finta di non vedere questo dato ma la realtà è inequivocabile. La vittoria di Pisapia su Boeri è stata possibile unicamente grazie alla mobilitazione di tutte le forze della sinistra e la Federazione della Sinistra, che è la forza con il maggior radicamento territoriale, è stata determinante per questo risultato.

Quella nelle primarie di Milano è quindi la vittoria della credibilità di Giuliano e del sostegno compatto della sinistra unita. Da qui, la prima indicazione politica: proponiamo a SEL di presentare una lista unitaria alle comunali di Milano. Abbiamo sostenuto lo stesso candidato e abbiamo vinto; per quale ragione non fare una lista unitaria che si ponga l’obiettivo di dare una risposta a quella voglia di sinistra che è emersa nelle primarie? Il risultato di Pisapia – e di Onida – ci parlano di una vera e propria crisi politica del PD. Il modo migliore per incidere positivamente su questa crisi è proprio quella di offrire uno sbocco a sinistra, con una sinistra unita.

Così come, per uscire dalla grande palude della crisi politica nazionale, proponiamo alle forze che hanno partecipato alla manifestazione del 16 ottobre di costruire un programma comune con cui aprire il confronto con il centro sinistra. Proponiamo di costruire questo programma di sinistra a partire dalla piattaforma della Fiom che tutti condividiamo. La lotta alla precarietà, per la difesa dei contratti collettivi di lavoro, per la redistribuzione del reddito, per la riconversione ambientale dell’economia, per l’acqua pubblica, contro la guerra in Afganistan rappresentano punti condivisi da cui partire. Facciamolo e diamo continuità alla mobilitazione del 16 impegnandoci a sostenere le posizioni su cui quelle centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza.

Le primarie di Milano ci segnalano però anche un altro elemento. La partecipazione è stata inferiore non solo rispetto alle attese ma anche rispetto alle primarie fatte per scegliere il segretario del PD. Un quarto di voti in meno concentrati nelle periferie, nei quartieri popolari. Questo dato ci parla della crisi della politica, del fatto che il teatrino a cui è ridotta la politica viene visto dalla nostra gente sempre meno come il terreno attraverso cui modificare in meglio la propria condizione sociale. In questo contesto sarebbe ridicolo per noi pensare di recuperare questo distacco tra i ceti popolari e la politica unicamente attraverso la pur necessaria azione unitaria. Occorre mettere al centro – a Milano come in tutta Italia – il lavoro di mobilitazione ed organizzazione sociale. Occorre costruire lotte, comitati, mobilitazione per lo sciopero generale. Occorre costruire il partito sociale su tutto il territorio.

Solo se non lasceremo nessuno solo nella crisi, potremo porre le basi per ricostruire una fiducia nella nostra azione politica e nella possibilità di cambiare lo stato di cose presente. La crisi della politica non si risolve con la delega a leader carismatici ma con la ripresa di una soggettività di massa che dia senso e vigore ad una robusta concezione della democrazia.

Vedi anche ….

  • Con Pisapia superiamo il “rito ambrosiano”, dell’urbanista Vezio De Lucia
  • La sinistra che vince di Norma Rangeri
  • La lezione di Pisapia di Miriam Mafai
  • Bilancio finanziario delle elezioni amministrative


    La legge prevede che debbano essere resi pubblici tramite affissione all’albo i bilanci (sia preventivi che consuntivi) dei candidati Sindaci. Abbiamo depostitato il nostro e, siccome non ci sembra di averlo poi visto appeso all’albo del comune (in realtà di bilanci resi pubblici non ne abbiamo visto nessuno) provvediamo a rendere pubblico il nostro. Per il bilancio politico un post era già stato pubblicato qualche tempo fa

    ModBilPreveConsCandSind

    Il bilancio consuntivo della amministrative

    Abbiamo già pubblicato un bilancio politico delle elezioni amministrative a Scandicci.

    Le regole prevedono che dopo le elezioni debba essere presentato anche un bilancio consuntivo delle spese sostenute e che tale bilancio venga affisso all’albo pretorio.

    Questo è il bilancio delle spese effettivamente sostenute per la campagna elettorale della SinistraScandicci e del suo candidato sindaco.

    costi della campagna elettorale

    Elezioni 2009; un primo commento

    I risultati delle elezioni (europee ed amministrative) non sono stati premianti per la sinistra. La mancata definizione di un progetto politico che affronti in modo nuovo la crisi della società italiana ci consegna, all’indomani della tornata elettorale, frammenti di una sinistra che oscilla tra la velleitaria auto-collocazione come coscienza critica di un indefinito e fragile Partito Democratico (Sinistra e Libertà) e la perdente difesa delle identità perdute (PRC). In vero, per non rimanere legati ad una visione ristretta e provinciale, abbiamo a che fare con una crisi politica di dimensioni europee come dimostrano le sconfitte verticali dei grandi partiti socialdemocratici e laburisti europei. Resta, dunque, intatta ed insoddisfatta l’esigenza di ricostruire, politicamente e culturalmente, una rappresentanza politica di sinistra sia in Europa sia (e soprattutto) in Italia. La nostra convinzione era e resta che il Partito Democratico non è in grado, allo stato attuale, di dare una risposta convincente a quest’esigenza.

    Particolarmente penalizzante è stato il risultato elettorale per la sinistra nelle sue varie accezioni (da Rifondazione ai Verdi), praticamente cancellata dal consiglio comunale dove è presente con un solo consigliere.

    Pesano in primo luogo su questo risultato le divisioni nel campo della sinistra, dovute sia ai calcoli velleitari di condizionare il PD sia alle chiusure ideologiche. Il collaudato “sistema di potere” del PD e l’oscuramento operato dalla stampa locale hanno fatto il resto. Non si è voluto, dunque, da parte di altre componenti della sinistra correre il rischio di cercare e sperimentare nuove strade come ha fatto, invece, la SinistraScandicci, che ha costruito un vero e proprio programma di governo: coraggioso, innovativo ed al tempo stesso fattibile.

    La scelta dell’accodamento subalterno al PD da una parte e la riaffermazione testarda della propria autosufficienza hanno, dunque, portato ancora una volta alla dispersione di migliaia di voti. Vi erano le potenzialità per portare in Consiglio Comunale un’agguerrita rappresentanza della sinistra. Si poteva fare, ma la logica degli “orticelli” non l’ha permesso. Si poteva sperimentare la riunificazione delle forze alla sinistra del PD intorno ad un programma innovativo, ma le sterili e stereotipate contrapposizioni si sono rivelate un ostacolo insormontabile. In questo senso hanno vinto logiche vecchie, settarismi, miopia politica e debolezza culturale.

    La SinistraScandicci ha cercato di colmare il vuoto politico e programmatico con una proposta che guardasse in avanti. Quel programma e l’ispirazione politico-culturale che vi stava dietro restano, a nostro avviso, validi anche per il futuro. Saranno la nostra bussola d’orientamento per i duri mesi che ci stanno di fronte.

    Per il futuro, dunque, non verrà meno il nostro impegno a battere la strada del rinnovamento profondo e radicale della sinistra. Guardiamo al PRC, unica forza di sinistra rimasta nel Consiglio Comunale di Scandicci, con l’auspicio che sappia uscir fuori dal guscio pericolosissimo dell’autosufficienza. Ma guardiamo anche a quanti hanno scelto, oggi, un’alleanza sbagliata, perché subalterna ad un Partito Democratico privo di identità e guida politica. Il nostro impegno futuro si dispiegherà sul piano culturale e politico ed avrà come finalità: dare un piccolo, ma concreto contributo alla ricostruzione della sinistra.

    La nostra intenzione per il futuro è duplice: costruire luoghi di dibattito politico e ricerca culturale, ma anche trovare forme nuove e significative di presenza politica sui temi che riguardano la vita ed il futuro della città. Se qualcuno pensa che con queste elezioni la sinistra a Scandicci non abbia più una storia da scrivere, avrà modo di ricredersi.

    Stronzate ….

    Prima di scandalizzarvi leggete a termine dell’ articolo: il titolo è culturalmente e filosoficamente legittimo

    Che Marcheschi fosse stato ‘paracadutato’ a Scandicci lo sapevamo, ma che non fosse stato in questo mese messo al corrente degli accadimenti locali ci stupisce (probabilmente di fare il sindaco a Scandicci gli interessa il giusto).

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    Leggo oggi il suo intervento circa il palazzo del fisco di buona memoria. Ad oggi i suoi referenti scandiccesi sul tema hanno saputo solo fare un proposta di collocarci incubatori di azienda (copiando spudoratamente una precente proposta del PRC) e, più recentemente, di collocarci un CPT (di questo ho il ritaglio in quanto è abbastanza recente)

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    Per quanto riguarda le proposte del governo, dopo i giochetti contabili di finanza creativa fatti da tremonti usando il palazzo del fisco (marcheschi se li ricorda?)  la sola proposta che hanno saputo tirare fuori è quella di un ennesimo centro commerciale (non si sprecano certo le meningi)

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    Concludiamo con un’altra piccola ghiottoneria che a marcheschi è sfuggita. Alcuni anni or sono (malgrado il disaccordo di molti a sinistra) la amministrazione comunale restituì allo stato un immobile, la scuola di mosciano, più volte ricordata sulla stampa locale. Da allora l’immobile non viene curato e sta cadendo letteralmente a pezzi. Marcheschi potrebbe cortesemente farsi carico anche di questo problemino quando incontrerà la prossima volta Berslusconi? Magari potrebbe ricavarci una villetta se non per sè, per Apicella

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    ed ecco la giustificazione preannunciata

    Harry G. Frankfurt
    STRONZATE. UN SAGGIO FILOSOFICO
    edizione Rizzoli

    Il caso editoriale dell’anno.
    Corriere della Sera
    Leggetelo. È brillante, lucido, ironico e profondo.
    Un piccolo e provocatorio capolavoro.
    E vi assicuro che non dico stronzate.
    Brian Appleyard, The Sunday Times
    Vacue scemenze infestano i dibattiti televisivi, le pagine dei giornali, la politica. Eppure mancava una chiara definizione delle stronzate, del loro significato e di quanto siano nemiche della verità ben più delle menzogne. Attraverso riflessioni su Wittgenstein, Pound, sant’Agostino, questo libro rigoroso e irriverente – clamoroso bestseller negli Stati Uniti – rappresenta un primo passo in direzione di una “teoria delle stronzate” e una brillante analisi critica della cultura contemporanea.
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