100 posti letti sprecati dal 2008

Palermo,  Il Circolo F. Vella del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra- e i giovani comunisti di Palermo hanno occupato l’Hotel Patria, per denunciare l’ennesimo sperpero del patrimonio palermitano. Destinato a diventare uno studentato universitario, l’Hotel Patria è simbolo dello spreco di denaro pubblico, milioni di euro sono, infatti, stati spesi per la ristrutturazione. “Sono più di 1100 gli studenti fuori sede che, pur essendo stati ritenuti idonei dall’ERSU, non possono ancora usufruire dell’alloggio gratuito – dichiarano Cecilia Giordano e Paolo Toro, rispettivamente segretaria del circolo F. Vella e coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti. “L’Hotel Patria – aggiungono i due esponenti – con i suoi oltre 100 posti letto, è lasciato in stato di totale abbandono dalla fine dei lavori nel 2008. Siamo convinti che concretizzare finalmente l’apertura dello studentato è necessario, e non solo per gli studenti fuori sede: l’utilizzo dello stabile contribuirà al rilancio della vitalità sociale e produttiva di un territorio, il centro storico, troppo spesso depauperato delle sue risorse. Il circolo Vella di Rifondazione Comunista si fa sentinella del malumore pubblico del quartiere e denuncia, con questa azione di protesta, l’incapacità delle istituzioni di agire per il recupero concreto di questo bene pubblico, diventato ormai icona di una assurda paralisi gestionale.”

Sollicciano e Scandicci

Domenica 22 alle ore 18.56 (vedrete dopo che l’orario conta) ho inviato al Presidente del Consiglio F. Merlotti una lettera con cui, prendendo l’avvio dal recente suicidio avvenuto a Sollicciano, chiedevo se la amministrazione comunale aveva adottato iniziative suggerite da una delibera del consiglio comunale (anno 2006). Alle 21.09 dello stesso giorno (ora vedete perché l’orario conta) cioè 2 ore e 15 minuti dopo ho ricevuto da Merlotti una risposta che potete leggere sotto. Una risposta che non esito a definire argomentata e non buttata giù a casaccio e pertanto apprezzabile se si tiene conto che, ripeto, si trattava di una domenica sera in cui generalmente tutti siamo in tutt’altre faccende affaccendati.

Resto perciò in attesa delle ulteriori informazioni promesse e, se mi è permesso, vorrei sottolineare l’importanza delle iniziative con la Compagnia Teatrale dei Detenuti che, con la collaborazione di tutte le parti in causa, potrebbe diventare (se non ci sono ostacoli burocratici/amministrativi) lo strumento per finanziare quelle borse lavoro di cui parlava la mozione. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in FONDI SOCIALI. Etichette: . Lascia un commento »

Dalla padella nella brace

.Quello che segue è tratto da un articolo di G. Marcon

Va ricordato che – per quel che conta: si trattava comunque di risorse molto limitate – i fondi sociali di carattere nazionale dal 2008 hanno avuto una riduzione di oltre l’85%. Alcuni, come il fondo per la non autosufficienza o il fondo per l’inclusione degli immigrati, sono stati azzerati; altri, come il fondo giovani, sono passati da 113 milioni a 13 milioni di euro! E si è scesi da una dotazione di questi fondi nel 2008 di 1 miliardo e mezzo di euro a meno di 150 milioni per il prossimo anno. Un taglio di questo genere non è “lineare”, è un vero e proprio massacro. E ancora non è finita: il disegno di legge-delega in campo fiscale e assistenziale (che dovrebbe essere approvato entro il prossimo 31 gennaio, secondo quanto promesso dalla lettera del governo Berlusconi al Consiglio europeo) ha come obiettivo di far risparmiare oltre 20 miliardi di euro tagliando le detrazioni fiscali, che sono in gran parte di natura sociale. Ad esempio saranno ridotte le detrazioni per gli ausili, per le spese sanitarie, per i veicoli che trasportano i disabili, saranno eliminate le deduzioni per gli oneri e la retribuzioni delle badanti, saranno eliminate le detrazioni per il figlio con disabilità e quelle per l’assistenza medica eccetera. Queste detrazioni fiscali assolvevano a un doppio compito: garantire un comunque limitato impatto redistributivo e progressivo che il nostro sistema fiscale ha in gran parte perso e fornire un po’ di welfare attraverso il fisco di fronte alla totale insufficienza di strutture e servizi sul territorio.

Vi consigliamo comunque di leggere tutto l’articolo

dal Coordinamento Nazionale delle famiglie di disabili gravi e gravissimi.

A dicembre si sono incatenati ai cancelli di Spazio Pubblico. Da diverso tempo erano in attesa di essere ricevuto dal ministro Fornero, per un confronto, per trovare un accordo che potesse favorire il forte disagio di chi vive con un familiare disabile in condizioni gravi o gravissime. Unico obiettivo: il prepensionamento, con l’esattezza. Perché? Il prepensionamento è un’esigenza delle poche migliaia di famiglie che in Italia riversano in questa situazione. Parliamo oggi del Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi, costituito ufficialmente nel 2007 e il cui Presidente Nazionale è Maria Simona Bellini.
Quali gli obiettivi che il Coordinamento in questione si prefigge? Il loro Statuto non ammette fraintendimenti: «Le finalità dell’Associazione sono rivolte prevalentemente alle famiglie nel cui seno viva un disabile grave o gravissimo, così come definito nella L.104/92 al III comma dell’articolo 3»
Gli scopi, invece, sono vari. Tra questi: promozione dei contatti tra famiglie, eliminazione delle disparità tra situazioni individuali e territoriali nell’ambito dello Stato Italiano, con particolare riferimento alle Leggi emanate dai diversi Enti Locali, e ad una equa distribuzione delle risorse messe a disposizione dallo Stato con riferimento alle particolari situazioni. Attività di collegamento tra Istituzioni e famiglie per l’emanazione di Leggi che guardino ai bisogni delle famiglie stesse evitando la dispersione di risorse messe a disposizione dallo Stato per le situazioni di non autosufficienza. Attività che aspirino alla piena attuazione dell’Articolo 3 della Costituzione in tema di parità dei diritti e per la conquista di pari dignità. Leggi il seguito di questo post »

operazione mamme

Alcuni comuni dell’area fiorentina hanno recentemente dato il via ad una operazione che potremmo poeticamente definire operazione mamme
che è stata approvata dalla giunta di Scandicci il 22 settembre

Temp di scadenza del bando

Condizioni per partecipare (se avete fatto a tempo a saperlo) variabili da comune a comune

ed ovviamente, supposto che siate venuti a saperlo e che rientrate nelle condizioni isee, non è detto che possiate avere il buono perchè la operazione è a costi fissati.

Buona fortuna

 

Assistenza scolastica ai bambini e studenti disabili ”con i tagli del governo nazionale la situazione la situazione si sta facendo drammatica

Anche in Toscana la situazione dell’assistenza scolastica dei bambini e studenti disabili si sta facendo drammatica: a causa dei tagli del governo nazionale al supporto dei bambini e degli studenti disabili questi ultimi si vedono sempre più negare il diritto all’istruzione e all’assistenza scolastica con una riduzione drammatica delle ore di sostegno. Stiamo assistendo ad uno iato preoccupante: da una parte l’aumento degli studenti disabili e dall’altra la diminuzione degli insegnanti di sostegno, situazione che ormai vede costrette molte famiglie a iniziare a non mandare più il proprio figlio a scuola, così da veder lesi diritti costituzionalmente garantiti e si crea una discriminazione nei confronti dei disabili gravissima. Sul tema ho presentato un interrogazione urgente alla Giunta Regionale per venire a conoscenza di quali iniziative intenda mettere in atto per individuare le possibili soluzioni da adottare, avviare un monitoraggio attento delle reali situazioni che si creano su questa problematica nelle varie realtà provinciali e quali iniziative intenda promuovere, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, anche a seguito della sentenza della Consiglio di Stato che ha confermato una precedente sentenza del TAR del Lazio, dichiarando illegittimi i provvedimenti del governo sui tagli operati agli organici.

Riduzione del fondo regionale per la non autoufficienza – RSA

La riduzione, ancorché momentanea, delle risorse del fondo regionale per la non autosufficienza, si scaricherà sulle famiglie dei non autosufficienti aggravandone una situazione già pesantissima ? E l’allungamento delle liste d’attesa è, o sarà, causato dalla mancanza di adeguata liquidità del fondo medesimo?
Queste le domande che ci poniamo, su una questione da noi posta più volte e che ad oggi non ha avuto adeguate risposte e che verranno riproposte con una interrogazione in sede regionale anche alla luce del fatto che non sono giunte comunicazioni dalla Giunta in merito all’andamento delle liste d’attesa per l’accesso in RSA e relativi interventi, come stabilito da una mozione approvata il 16 marzo scorso dal Consiglio (prima firmataria Minica Sgherri della Federazione Sinistra), che prevedeva comunicazioni entro tre mesi.
E’ arrivato il momento di avere risposte sugli effetti – ancorché fossero temporanei – della decurtazione, così come di dare seguito alla mozione sopra citata, che, fra l’altro puntava appunto ad avere un monitoraggio delle questioni legate agli interventi per l’inserimento in RSA con comunicazioni entro tre mesi dalla sua approvazione; risposte che devono arrivare, dando così attuazione alla mozione medesima approvata.

Diversamente abbandonati

Abbiamo rubato il titolo ad una srticolo di Silvia Truzzi pubblicato domenica 26/6 sul quotidiano Il Fatto. Giovedì prossimo, convocati dal Forum del Terzo Settore ci sarà davanti a Montecitorio una manifestazione con duemila tra disabili e volontari

Dal 2012 il fondo per le politiche sociali, sarà cancellato, il fondo per la non autosufficienza abolito nel 2011 non verrà ripristinato, il fondo per il diritto al lavoro delle persone disabli sarà tagliato del 75%. A protestare anche l’assessore Forte (Regione Lazio, non ci sembra centrosinistra) che chiede che alle regoni vengano restituiti 50 milioni per il sociale accantonati da Tremonti dopo la finaniziaria

Tutto questo accade mentre l’organizzazioone mondiale della sanità chiede ai goveni di attivarsi perchè vengano rimosse tutte le barriere, fisiche e non, vengano rimosse.

Se non sono i più deboli ad essere aiutati come si fa a parlare di progresso? Purtroppo viviamo iin un paese dove se una deputata costretta alla carozzina chiede al proprio assistente di applaudire per lei viene aggredita da un collega (molto poco) onorevole della Lega che strilla fate tacere quell’handicappata di merda

I nostri amici del centrodestra locale che strillano tanto sulle carenze (che pure esistono) della amministrazione locale, non potrebbero usare parte della loro energia per dare la sveglia ai loro dirigenti nazionali?

Un assessore distratto

In una intervista pubblicata oggi l’assessore Fallani parla dei centro diurni per anziani a Scandicci ed afferma che il centro anziani che hanno problemi cognitivi e motori è un fiore all’occhiello di Scandicci, tutti ce lo invidiano, ed il 5 luglio ci sarà un incontro alla CNA su questo tema.
E’ veramente un peccato che l’assessore abbia dimenticato che non troppo tempo fa (agosto 2010 vedi questo post) la amministrazione era pronta a chiudere questo gioiello (forse per non suscitare troppe invidie?) solo il pronto intervento dei parenti degli anziani che frequentavano il centro ha evitato la chiusura.

Aggiungiamo, sempre a proposito di anziani e centri sociali, che il consiglio comunale (e se non ricordiamo male anche l’assessore, alloraconsigliere) si è espresso a favore della realizzazione in collaborazione con Humanitas di un centro per anziani a Badia a Settimo. Anche su questo tea apparentemente la distrazione ha colpito perchè della cosa non si sente più parlare.

Purtroppo sono articoli che vanno a scomparire (colpa del fazzoletto di carta usa e getta), ma un bel fazzolettone a riquadri dove fare un bel nodo per non dimenticarsi le cose …. che ne dice assessore, potrebbe farle comodo ?

Fondi per la non autosufficienza; il dibattito in regione dimostra che le nostre domande erano fondate

Qualche tempo fa avevamo provato a chiedere se buco della ASL di Massa avrebbe pesato sulla apertura e gestione della RSA di Scandicci. In particolare ci chiedevamo (e chiedevamo alla amministrazione) se i famosi 400 mila euro che ogni anno si pagavano per l’affitto della struttura in Via Rialdoli, si sarebbero tramutati in quote sociali per gli anziani no autosufficienti.

Non abbiamo avuto una risposta, ma recentemete in Cosiglio Regionale si è parlato del fondo per la non autosufficienza; come potrete leggere qui di seguito

  1. il fondo per la non autosufficienza è stato toccato per fare fronte al buco della ASL massese
  2. su questo tema, ed in particolare su liste di attesa per l’inserimento nelle RSA, e rifinanziamento del fondo per la non autosufficienza il PD ha assunto una posizione che dire bloccata sarebbe gentile

Riportiamo qui di seguito alcune note sul dibattito in regione. Visto però che A Scandicci riprenderanno i lavori della IV commissione non sarebbe una cattiva idea smettere di baloccarsi con la vicepresidenza e cominciare a cercare di capire se e come si possa intervenire sulla regione (ed ovviamente sul governo nazionale) perchè non bastano mozioni (tra l’altro nemmeno nuove) sulle barriere architettoniche per dare sollievo a chi non è autosufficiente

Leggi il seguito di questo post »

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.