Riportiamo qui sotto copia di un articolo pubblicato sabato dal Corriere della sera. Come avete visto sulla stampa di domenica la manifestazion c’è stata, allegra e colorata (come si dice), ed i timori della intelligence delle forze dell’ordine si sono rivelati infondati. Crediamo tuttavia che meriti scorrere il testo per alcuni motivi che possono essere riassunti in_
- a roma il centrosinistra (perfino in PD) fa guerra al comportamento di ACEA ricorrendo perfino alla Consob; in Toscana ad Acea invece ponti d’oro nella gestione dell’acqua
- si predica la austerità ed i dirigenti di Acea (con la benedizione di Alemanno) si gonfiano ulteriormente le prebende
Acea, caos retribuzioni Tensione per il corteo
Rischio infiltrazioni, timori delle forze dell’ ordine
Gli stipendi dei manager, pubblicati dal Corriere lo scorso 20 aprile. Il corteo di oggi pomeriggio, da piazza Vittorio a Santi Apostoli. La guerra di emendamenti che si profila in Assemblea Capitolina. L’ esposto del Pd alla Consob, in merito alle continue esternazioni di Alemanno. La questione Acea, ormai, tiene banco. Durante l’ assemblea di ieri, i piccoli azionisti rappresentati da Franco Di Grazia hanno proposto il taglio del 40% alle retribuzioni e ai benefit dei dirigenti: il presidente Cremonesi, l’ ad Marco Staderini, il direttore generale Paolo Gallo, più i vari dirigenti, a cominciare dal fratello del medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo, capo del Personale. Il rappresentante del Comune, però, ha letto una nota con la quale Alemanno «ha espresso parere favorevole alla delibera Acea che determina le retribuzioni dei Top manager e dei sette direttori strategici», sostiene l’ Apa. Il Campidoglio ha dettato poi una nota alle agenzie: «La giunta si legge raccomanda che nell’ attuazione delle politiche retributive la società si ispiri a principi di rigore, sobrietà e contenimento della spesa, anche attraverso l’ introduzione di tetti agli emolumenti del top management, con riferimento alle voci retributive, sia fisse sia variabili, ed ai benefit». Il Campidoglio chiede anche che «tra gli altri obiettivi di breve termine si introduca un indice di customer satisfaction che possa utilmente rappresentare il grado di apprezzamento da parte degli utenti del servizio loro prestato». Alemanno si giustifica: «Possiamo solo dare consigli, l’ Acea decide in maniera autonoma». Cremonesi si difende: «Il livello degli stipendi dei manager è un terzo di quelli di aziende similari». Da oggi, comunque, la battaglia si sposta. Prima in piazza, poi in aula. Nel pomeriggio, via al corteo da piazza Vittorio: referendari, Legambiente, centri sociali, Anpi, i partiti dell’ opposizione capitolina (Pd, Verdi, Idv, Sel), i minisindaci di centrosinistra. La manifestazione «lambirà» il Campidoglio, passandoci sotto. Tra le forze dell’ ordine, l’ attenzione è massima: sotto controllo, in particolare, possibili infiltrazioni di gruppi di facinorosi ed eventuali blitz sulla piazza del Comune, il cui uso è stato vietato nei giorni scorsi dalla questura. Il centrosinistra «mobilita» anche le statue parlanti: su quella del Pasquino, ma anche in Campidoglio, ieri sono comparsi messaggi vari («Alemanno all’ angoletto se vende pure il rubinetto», recitava una poesia). E, da Pd, Udc, e Lista Rutelli, arrivano proposte alternative alla vendita del 21% di Acea: «Si possono recuperare 430 milioni, con vendita del patrimonio immobiliare, spending review e revisione del sistema tariffario». Marco Causi, Pd, aggiunge: «Vendere oggi le azioni è un grave errore». Alemanno, però, sembra tirare dritto nonostante anche lo scetticismo della sua maggioranza. Il confronto, lunedì prossimo, si sposterà in aula Giulio Cesare: sulla sessione bilancio, le opposizioni hanno già depositato 150 mila emendamenti, 60 mila dei quali solo sulla «delibera 32» (holding e Acea). Fabrizio Panecaldo, Pd, mette le mani avanti: «Abbiamo chiesto, con una lettera, un incontro al prefetto. La giunta eviti forzature e azioni illegittime sugli emendamenti». La preoccupazione, infatti, è che per snellire le procedure gli uffici, o la giunta, trovino il modo di farne decadere la maggior parte. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Emendamenti a pioggia 12,4 250 Duellanti -6% 40% 150.000 Sono gli emendamenti presentati dalle opposizioni per la vicenda Acea In euro è il valore delle azioni Acea nel maggio del 2008, quando Alemanno fu eletto sindaco. Oggi ogni azione dell’ ex muncipalizzata vale poco più di 4 euro Il sindaco Gianni Alemanno e il deputato del Pd, ex assessore al Bilancio, Marco Causi In milioni di euro è la somma che il Comune stima di incassare dalla vendita del 51% di Acea. Queste risorse secondo Alemanno serviranno per «investimenti» È la flessione dell’ utile netto di Acea registrata nel 2011 rispetto all’ anno precedente, a causa, secondo una nota dell’ azienda, della maggiore pressione fiscale È il taglio alle retribuzioni dei manager chiesto dall’ Apa, l’ associazione che rappresentan i piccoli azionisti. La proposta è stata bocciata dall’ assemblea dei soci