250.000 euro a chi ha pubblicizzato il no (perdente) ai referendum

Questo è un articolo pubblicato da Repubblica

DotMedia è anche la Società che ha curato la campagna del NO ai referendum sull’acqua come potete vedere su questo sito ed inoltre ha gestito la campagna di Renzi

Coincidenza? Incompetenza per cui si scelgono pubblicitari che adottano campagne sbagliate? fate un po’ voi ….

Prima il PRC ed ora anche l’ Amministrazione: farmanet ha qualche problemino di efficacia

La stampa di domenica (vedi questo articolo) riportava la notizia che il bilancio 2011 di Farmanet si è chiuso con un leggero rosso. La cosa non ci ha stupito molto visto che circa un mese fa avevamo posto il problema della non eccezionale gestione di farmanet se paragonata con altre aziende simili (vedi questo post).

Quello che colpisce è il commento del sindaco che, anche lui, comincia a porre il problema della efficienza di Farmanet, esattamente quello che avevamo scritto il mese scorso-

Il problema è che, ed il sindaco dovrebbe saperlo, il solo padrone a bordo di farmanet è l’amministratore delegato, come ci venne gentilmente fatto notare quando che il consiglio di amministrazione (compresi i nominati dal sindaco) ha dato all’amministratore delegato tutti i poteri di ordinaria amministrazione, ivi compreso il compimento di tutti gli atti per la gestione della società ed il raggiungimento dello scopo sociale.

Se poi l’approvvigionamento dei farmaci venga presso l’azionista privato, se la amministrazione venga affidata all’esterno ad una società appartenente all’azionista privato, se insomma ci sia un leggero odore di conflitto d’interesse, tutto questo finora non ha interessato nè sindaco nè maggioranza.

Voi vedere che ci voleva la crisi, i nuovi tagli del governo, il barile ormai raschiato fino in fondo, per accorgersi che qualche controllo sulla gestione farmanet non sarebbe inutile?

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ACEA – i dirigenti dei nostri soci si fanno pagare bene

Riportiamo qui sotto copia di un articolo pubblicato sabato dal Corriere della sera. Come avete visto sulla stampa di domenica la manifestazion c’è stata, allegra e colorata (come si dice), ed i timori della intelligence delle forze dell’ordine si sono rivelati infondati. Crediamo tuttavia che meriti scorrere il testo per alcuni motivi che possono essere riassunti in_

  1. a roma il centrosinistra (perfino in PD) fa guerra al comportamento di ACEA ricorrendo perfino alla Consob; in Toscana ad Acea invece ponti d’oro nella gestione dell’acqua
  2. si predica la austerità ed i dirigenti di Acea (con la benedizione di Alemanno) si gonfiano ulteriormente le prebende

Acea, caos retribuzioni Tensione per il corteo

Rischio infiltrazioni, timori delle forze dell’ ordine

 

Gli stipendi dei manager, pubblicati dal Corriere lo scorso 20 aprile. Il corteo di oggi pomeriggio, da piazza Vittorio a Santi Apostoli. La guerra di emendamenti che si profila in Assemblea Capitolina. L’ esposto del Pd alla Consob, in merito alle continue esternazioni di Alemanno. La questione Acea, ormai, tiene banco. Durante l’ assemblea di ieri, i piccoli azionisti rappresentati da Franco Di Grazia hanno proposto il taglio del 40% alle retribuzioni e ai benefit dei dirigenti: il presidente Cremonesi, l’ ad Marco Staderini, il direttore generale Paolo Gallo, più i vari dirigenti, a cominciare dal fratello del medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo, capo del Personale. Il rappresentante del Comune, però, ha letto una nota con la quale Alemanno «ha espresso parere favorevole alla delibera Acea che determina le retribuzioni dei Top manager e dei sette direttori strategici», sostiene l’ Apa. Il Campidoglio ha dettato poi una nota alle agenzie: «La giunta si legge raccomanda che nell’ attuazione delle politiche retributive la società si ispiri a principi di rigore, sobrietà e contenimento della spesa, anche attraverso l’ introduzione di tetti agli emolumenti del top management, con riferimento alle voci retributive, sia fisse sia variabili, ed ai benefit». Il Campidoglio chiede anche che «tra gli altri obiettivi di breve termine si introduca un indice di customer satisfaction che possa utilmente rappresentare il grado di apprezzamento da parte degli utenti del servizio loro prestato». Alemanno si giustifica: «Possiamo solo dare consigli, l’ Acea decide in maniera autonoma». Cremonesi si difende: «Il livello degli stipendi dei manager è un terzo di quelli di aziende similari». Da oggi, comunque, la battaglia si sposta. Prima in piazza, poi in aula. Nel pomeriggio, via al corteo da piazza Vittorio: referendari, Legambiente, centri sociali, Anpi, i partiti dell’ opposizione capitolina (Pd, Verdi, Idv, Sel), i minisindaci di centrosinistra. La manifestazione «lambirà» il Campidoglio, passandoci sotto. Tra le forze dell’ ordine, l’ attenzione è massima: sotto controllo, in particolare, possibili infiltrazioni di gruppi di facinorosi ed eventuali blitz sulla piazza del Comune, il cui uso è stato vietato nei giorni scorsi dalla questura. Il centrosinistra «mobilita» anche le statue parlanti: su quella del Pasquino, ma anche in Campidoglio, ieri sono comparsi messaggi vari («Alemanno all’ angoletto se vende pure il rubinetto», recitava una poesia). E, da Pd, Udc, e Lista Rutelli, arrivano proposte alternative alla vendita del 21% di Acea: «Si possono recuperare 430 milioni, con vendita del patrimonio immobiliare, spending review e revisione del sistema tariffario». Marco Causi, Pd, aggiunge: «Vendere oggi le azioni è un grave errore». Alemanno, però, sembra tirare dritto nonostante anche lo scetticismo della sua maggioranza. Il confronto, lunedì prossimo, si sposterà in aula Giulio Cesare: sulla sessione bilancio, le opposizioni hanno già depositato 150 mila emendamenti, 60 mila dei quali solo sulla «delibera 32» (holding e Acea). Fabrizio Panecaldo, Pd, mette le mani avanti: «Abbiamo chiesto, con una lettera, un incontro al prefetto. La giunta eviti forzature e azioni illegittime sugli emendamenti». La preoccupazione, infatti, è che per snellire le procedure gli uffici, o la giunta, trovino il modo di farne decadere la maggior parte. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Emendamenti a pioggia 12,4 250 Duellanti -6% 40% 150.000 Sono gli emendamenti presentati dalle opposizioni per la vicenda Acea In euro è il valore delle azioni Acea nel maggio del 2008, quando Alemanno fu eletto sindaco. Oggi ogni azione dell’ ex muncipalizzata vale poco più di 4 euro Il sindaco Gianni Alemanno e il deputato del Pd, ex assessore al Bilancio, Marco Causi In milioni di euro è la somma che il Comune stima di incassare dalla vendita del 51% di Acea. Queste risorse secondo Alemanno serviranno per «investimenti» È la flessione dell’ utile netto di Acea registrata nel 2011 rispetto all’ anno precedente, a causa, secondo una nota dell’ azienda, della maggiore pressione fiscale È il taglio alle retribuzioni dei manager chiesto dall’ Apa, l’ associazione che rappresentan i piccoli azionisti. La proposta è stata bocciata dall’ assemblea dei soci

Menicucci Ernesto

Pagina 3
(5 maggio 2012) – Corriere della Sera

Farmanet: come si situa la sua gestione a paragone di altre analoghe realtà toscane?

A Pistoia si è tenuto recentemente un incontro sulla redditività dell farmacie comunali ( per una informazione più completa leggete questo ). Riportiamo qui sotto la parte finale
I risultati. Per ciascun aspetto analizzato Farcom figura nelle posizioni migliori, in alcuni casi (redditività del capitale di rischio) di assoluta supremazia.
In particolare, nonostante la progressiva azione di riduzione dei margini sulle vendite sui farmaci Servizio Sanitario Nazionale imposta dal governo nazionale e da quello regionale, Farcom ha mantenuto una redditività delle vendite (ROS) molto elevata, pari al 6,52% contro una media del panel di 1,72%.
Questo risultato, associato ad una efficiente gestione del capitale utilizzato (capital turnover), determina una redditività del capitale investito (ROA) del 17,84% contro una media del panel di appena il 2,46%.
.Le perfomances. Riguardo agli azionisti, sebbene a fronte di una capitalizzazione non elevatissima rispetto alle altre imprese del panel, Farcom garantisce una redditività del capitale di rischio (ROE) in assoluto maggiore di tutte le altre, pari al 38,53% (contro una media del 2,56%). Ciò significa che per 100 euro conferiti dal soggetto proprietario, attraverso la propria gestione, l’impresa gli restituisce 38,53 euro in utile netto ogni anno.
Con riferimento ai cittadini e clienti, la marginalità ottenuta dalla società consente a quest’ultima di offrire una serie di servizi ai cittadini che dal punto di vista strettamente economico non sarebbero redditizi ma che dal punto di vista socio-sanitario possono assumere una grande importanza.
Il testo come vedete parla degli eccellenti risultati della azienda farmaceutica di Pistoia, nessun cenno a quella di Scandicci (Farmanet) che pure figurava tra quelle sotto esame al convegno. Ad occhio e croce, anche tenendo conto dell’ammortamento, abbiamo la impressione che Farmanet si situi più o meno nella media e cioè molto sotto i livelli di eccellenza. Forse sarebbe il caso che la competente commissione consiliare approfondisca la cosa …
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ATAF bene pubblico

Compiti a casa e corsi di recupero

Ho saputo da diverse fonti che nel corso del consiglio di mercoledì un consigliere di maggioranza ha fatto sarcasmo su una pretesa scarsa conoscenza dei temi in discussione (regolamento urbanistico) da parte della capogruppo RC, invitandola a fare meglio i compiti a casa (o qualcosa di simile). Ora, a parte il fatto che questo vice maestro se aveva lui studiato bene la lezione poteva tranquillamente alzare la mano e chiedere al maestro la parola (Io lo so, io lo so!), sarebbe bene approfondire la differenza tra chi sa bene (o almeno benino) le cose e chi sa ripetere una lezione.

Veniano al fatto: il ministero dell’ambiente ha inviato alla regione Toscana una serie di osservazioni e prescrizioni in tema della gestione dell’acqua. Tra le osservazioni e prescrizioni figura ad esempio quella del  famoso ‘premio’ agli investimenti per cui abbiamo fatto i referendum. Si dà il caso che in questo caso, dove non c’era da imparare una lezione, ma da costruire un ragionamento: dato di fatto (referendum), ragionamento , conseguenza (eliminazione del famigerato 7%) , il corso di recupero non dovrebbe certo seguirlo la capogruppo del PRC.

Distribuzione gas: la lite dei sindaci sulla gara

Su questo sito potete leggere un articolo a proposito del bando di gara con cui dovrebbe essere assegnata la distribuzione del gas nell’area servita da Consiag o meglio dalla Estra Reti gas di cui Consiag fa parte. L’articolo riporta il succo di una lettera che i comuni che fanno parte di Consiag hanno inviato al Sindaco di Prato (che recentemente ha deciso autonomamente di mettere a gara la distribuzione nel comune di Prato); la parte più interessante della lettera ci sembra la seguente:

La regola adesso prevede la gara d’ambito – commentano i primi cittadini che si rivolgono al collega pratese – ed è un’occasione di nuova apertura ai criteri di concorrenzialità che consentirà, questa volta davvero, oltre alla riduzione delle tariffe, di ottimizzare la sicurezza delle reti e la qualità del servizio a tutela dei cittadini


Non occorre essere dei geni della logica per tradurre in italiano corrente questa affermazione: se tramite una gara di affidamento all’esterno si ritiene di poter davvero ridurre le tariffe allora si sta anche dicendo che la gestione pubblica fatta fino ad oggi e di cui i firmatari della lettera sono responsabili (le amministrazioni dei comuni soci) hanno dimostrato incapacità e, nel passare le consegne, dovrebbero avere coraggio e capacità di individuare le manchevolezze. Altra ipotesi (e che riteniamo più ragionevole) è che con l’affidamento all’esterno della distribuzione forse (sottolineiamo: forse) le tariffe diminuiranno, ma il prezzo sarà pagato da chi lavora all’interni di Consiag (maggior precariato), da una peggiore manutenzione delle reti, da un peggior trattamento verso le ditte dell’indotto che lavorano per Consiag (pagamenti inferoiori, magari ritardi nei pagamenti, …)

Liberalizzare va bene (forse); ma bisogna anche controllare. Ce lo chiede (indovinate) il governo

Servizio idrico nell’Ato 3 Medio Valdarno. Il ministero ha espresso quindici prescrizioni su aspetti rilevanti della revisione del piano d’ambito. Sgherri”rilievi pesanti. Presenterò urgentemente un interrogazione in merito”

Firenze, 24 febbraio. Servizio idrico nell’Ato 3 Medio Valdarno. Con decreto del 20 gennaio 2012 il ministero dell’ambiente (la direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche) si è espresso sulla revisione del Piano d’Ambito 2010 – 2021 dell’Ato stesso. A quanto si legge ha sì dichiarato correttamente redatto il Piano però avanzando, tramite quindici prescrizioni, pesanti e sostanziali rilievi al documento stesso. Fra esse vi l’indicazione dell’esclusione di una serie di voci dal computo dei costi operativi, di “escludere dal calcolo tariffario la componente di conguaglio relativo all’atto di transazione del 23 marzo 2007”, di “rideterminare i pagamenti agli enti locali procedendo a escludere la quota di valorizzazione del patrimonio conferito al gestore e rimodulare la quota destinata al rimborso dei mutui in funzione dell’effettivo andamento delle rate corrisposte dai comuni”, e soprattutto – settima prescrizione – “escludere dal calcolo tariffario la componente della remunerazione del capitale investito relativa alle immobilizzazioni in corso”, nonché, non certo ultima per importanza, “formulare l’impegno a non riconoscere a piè di lista i costi connessi alle nuove attività.” Ecc. Il documento ministeriale – corposo e non certo di facile lettura – fa emergere alcuni elementi a mio avviso “lampanti” che vanno oltre una questione di paludata e mera analisi contabile in quanto si toccano aspetti e relative conseguenze per i finanziamenti da parte degli enti pubblici e la determinazione della tariffa pagata dai cittadini: se si è dovuti giungere alla richiesta di esclusione da parte del Ministero di tutti questi costi corrisposti al gestore significa che essi erano più o meno implicitamente e tacitamente inseriti nel piano! Modalità certo che non può che essere fonte di inquietudine. Un altro aspetto di questo tipo: in merito agli investimenti – per gli anni 2005 – 2009 – ,degli oltre duecentoventi milioni di euro previsti nel Piano d’ambito, a carico della tariffa, il gestore ne ha realizzati poco più di cento settanta, ed il resto ? Si poteva destinarli a nuovi investimenti oppure destinarli a ridurre la tariffa pagata dai cittadini. E nonostante questa situazione emerge che con la revisione del 2007 si è previsto di riconoscere un contributo straordinario di circa 2,5 milioni di euro per mancati ricavi in merito a investimenti collegati agli allacciamenti non coperti dai contributi degli utenti!Scelta bocciata dal documento Ministeriale. Di fronte a tutto questo annuncio l’impegno a presentare urgentemente un’interrogazione alla Giunta regionale su questa vicenda, per capire quali siano le conseguenze di quanto prescritto dal Ministero: sulla questione del recupero delle risorse non effettivamente spese – come sopra ricordato – (quindi la possibile re immissione fra gli investimenti nel piano d’ambito o riduzione della tariffa ), così sul come verrà affrontata la questione di tutti le voci che devono essere escluse dai costi operativi, dai conguagli, dal calcolo della tariffa ecc. Se quindi inoltre nell’ambito delle prescrizioni si ravvisino o meno modalità non corrette da parte del gestore. Certo risposte che potranno – ne siamo consci – giungere per quanto riguarda le competenze regionali, su una vicenda che – tanto più alla luce della creazione dell’Ato unico regionale delle acque – non può che essere di interesse della Regione, in quanto l’Ato in questione rappresenta un pezzo del medesimo e la vicenda va a toccare quindi l’ambito più generale e le nuove autorità che dalla riforma regionale degli Ato sono scaturite. Senza dimenticare che la prescrizione ministeriale che indica di escludere la remunerazione del capitale investito relativa alle immobilizzazioni è elemento che tocca pienamente quanto stabilito dall’esito referendario dello scorso giugno! Auspico che – per quanto di competenza – la Regione compia ogni passo per il recepimento delle prescrizioni ministeriali – che ci paiono tutte favorevoli ai cittadini -, così anche da far evitare eventuali ricorsi da qualcuno dei soggetti coinvolti nella vicenda.

Forzato Fort Knox !

Ieri avevamo scritto che il segreto Polimoda era meglio protetto dell’oro di fort Knox. Beh non è più vero perchè (grazie al consigliere fiorentino Grassi ) siamo riusciti ad avere alcune informazioni scaturite durante la commissione garanzia di Firenze. Ovviamente, con la cortesia e franchezza che ci distingue, le abbiamo immediatamente trasmesse al sindaco di Scandicci che (aveva promesso di tenerci informati) probabilmente non ne era a conoscenza visto che non aveva inviato alcuna informazione. Qui sotto il testo della mail inviata

Caro Simone,
siccome ieri c’è stato un incontro tra la commissione controllo e il CdA di Polimoda (a Firenze, a Scandicci sembra che la commissione latiti) ho avuto finalmente un po’ di informazione che ti trasmetto (ricordi? alla mia richiesta avevi risposto ci informeremo). In poche parole sembra che alla base dello stato di agitazione sia il mancato passaggio di livello di una ventina di dipendenti (passaggio atteso contrattualmente) in quanto – sostiene Pereira (pardon il CdA) – non ci sono le risorse sufficienti. Comunque sembra che vogliano aprire un tavolo di trattativa.
Se lo ritieni utile posso inviarti un po’ di documentazione scritta delle due controparti

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Non si vende più ataf, si vende l’usufrutto: quando la realtà supera la fantasia

*Tramvia, Grassi e De Zordo: “Ai privati utili e dividenti, al Comune le responsabilità civili e penali”.*

Il testo sibillino della Delibera del Consiglio gioca con le parole e non rivela la vendita dell’usufrutto.

“La risposta del Comune alla nostra interrogazione sul bando di gara per la vendita di ATAF Gestioni e dell’usufrutto di GEST fa emergere due novità:
la prima che ai privati che acquisteranno il pacchetto andranno utili e dividenti, quanto di meglio si può trarre dall’acquisto di un’azienda, e al Comune rimarranno tutte le responsabilità civili e penali, oltre che la nomina di un membro del Consiglio d’Amministrazione. – affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – La seconda invece riguarda la conferma che nella delibera del Consiglio comunale, per nascondere la vendita del solo usufrutto di GEST, si è palesemente giocato con l’italiano. Infatti la premessa n. 1 della Delibera del Consiglio dispone di ‘scorporare da ATAF Spa…., partecipazioni/diritti detenuti da ATAF Spa….’ Nessuno aveva specificato che si intendeva con questa espressione vendere l’usufrutto di Gest e non le quote come invece era stato fatto per le altre partecipate. ”

“Il Comune nella risposta parla di ‘mantenimento del governo pubblico nella gestione dell’azienda GEST’: ma quali sono i benefici e la possibilità di incidere in un’azienda dove si è in minoranza (infatti il Comune, unico socio pubblico, detiene il 49% e nomina solo un membro su tre del Consiglio d’Amministrazione) e dove gli utili e i dividendi vengono dati ad altri ?”

“Insomma l’operazione fa acqua da tutte le parti e in attesa che il 21 febbraio scada il bando di preselezione, crediamo che debba essere fatta chiarezza sulla volontà della s-vendita di Ataf da parte del Comune di Firenze, ormai isolato rispetto anche agli altri Comuni, – concludono Grassi e De Zordo – per questo abbiamo presentato una interrogazione urgente.”

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