La stima di Palazzo Vecchio: 700 richieste in meno rispetto a un anno fa.
Chi non si può permettere la retta e chi starà a casa con i figli perché ha perso il lavoro
di ERNESTO FERRARA
Fuga dai nidi. Sui tavoli dell’assessorato all’istruzione piombano i dati delle iscrizioni agli asili comunali per il 2012/2013, l’anno che parte a settembre prossimo: oltre mille iscritti in meno per ora.
Erano 2.676 le domande del 2011/2012, sono 1.653 quelle arrivate fino al 14 maggio di quest’anno. I termini per presentare le richieste d’accesso ai nidi scadevano però il 18 e per i nati fino al 31 maggio l’8 giugno. E’ verosimile che le iscrizioni lievitino di qualche centinaio di unità. Si stima ne possano giungere altre 400. E che dunque alla fine il numero dei nuovi baby “immatricolati” per il 2012/2013 arrivi a quota 2.000. Comunque 700 nuovi iscritti in meno rispetto al 2011. “Un 25% delle domande d’accesso al parco nidi comunale volatilizzato in un anno”, stima Palazzo Vecchio. Il devastante segnale della crisi che morde almeno dal 2008 e ora però, per la prima volta, arriva ad erodere persino la domanda scolastica.
Questa è l’analisi dell’assessorato diretto da Rosa Maria Di Giorgi.
“E’ evidentemente un segno della difficoltà economica delle famiglie, che hanno meno soldi a disposizione e immaginano di faticare a pagare la retta mensile, persino quella della fascia più bassa che è di 50 euro. Così decidono di organizzarsi da sé, di rivolgersi ai nonni magari non importunati finora. Rinunciano persino a presentare la domanda d’iscrizione al nido per i piccoli per colpa della crisi”, ipotizza l’assessore. E’ non è nemmeno la più rosea delle sensazioni: ”Purtroppo c’è anche la mancanza di lavoro. Chi è disoccupato o in cassa integrazione e sa che da settembre sarà a casa evita di fare la domanda per il nido”, ritiene Di Giorgi. Del resto una spiegazione a un crollo del genere, mai visto in una città che offre circa 2.500 posti fra nidi gestiti con personale comunale, strutture gestite in appalto e privati convenzionati, è anche difficile da motivare altrimenti. “E altrettanto difficile è immaginare una risposta al fenomeno, su cui comunque dovremo ragionare”, pensa l’assessore.
Negli ultimi 3-4 anni il numero delle domande di nuove iscrizioni alle scuole per i pupi 0-3 anni era rimasto di fatto invariato intorno a quota 2.600. Un numero di domande che mai Palazzo Vecchio è riuscito a soddisfare completamente: nel 2011/2012 la lista d’attesa, quella dei bimbi fuori dalla graduatoria dei nidi comunali, si è attestata a quota 1.383 e negli anni precedenti era arrivata a superare il tetto delle 1.500 unità. Molto aiutano i voucher regionali, gli assegni-contributo da 200-250 euro al mese che vengono concessi alle famiglie dei bebè fuori graduatoria come aiuto al pagamento della retta nelle strutture private. Nel 2011/2012 almeno 400 famiglie hanno potuto beneficiare del voucher e circa 300 alla fine hanno trovato comunque altre soluzioni (nido privato, baby sitter, nonni). Così la lista d’attesa definitiva è arrivata a quota 667.
Quest’anno invece per la prima volta si potrebbe arrivare all’obbiettivo, inimmaginabile fino a qualche anno fa, di azzerare o quasi la lista. Con 2.000 richieste di nuove iscrizioni (-25% rispetto al 2011), 2.500 posti totali a disposizione nei nidi comunali, poco meno di un migliaio di iscrizioni “confermate” (quelle di chi già aveva il posto al nido) e un buon numero voucher regionali che si spera arrivi per settembre (3-400), nel 2012/2013 ci si potrebbe trovare – stimano all’assessorato all’istruzione – con un massimo di 100-150 famiglie in lista, senza posto né contributo. Ma non sarebbe un risultato di cui gioire: “Noi lavoriamo per azzerare le liste d’attesa entro il 2014 aumentando i posti nido”, conferma Di Giorgi.
Ora la crisi potrebbe accelerare la riuscita del piano.








Palermo, Il Circolo F. Vella del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra- e i giovani comunisti di Palermo hanno occupato l’Hotel Patria, per denunciare l’ennesimo sperpero del patrimonio palermitano. Destinato a diventare uno studentato universitario, l’Hotel Patria è simbolo dello spreco di denaro pubblico, milioni di euro sono, infatti, stati spesi per la ristrutturazione. “Sono più di 1100 gli studenti fuori sede che, pur essendo stati ritenuti idonei dall’ERSU, non possono ancora usufruire dell’alloggio gratuito – dichiarano Cecilia Giordano e Paolo Toro, rispettivamente segretaria del circolo F. Vella e coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti. “L’Hotel Patria – aggiungono i due esponenti – con i suoi oltre 100 posti letto, è lasciato in stato di totale abbandono dalla fine dei lavori nel 2008. Siamo convinti che concretizzare finalmente l’apertura dello studentato è necessario, e non solo per gli studenti fuori sede: l’utilizzo dello stabile contribuirà al rilancio della vitalità sociale e produttiva di un territorio, il centro storico, troppo spesso depauperato delle sue risorse. Il circolo Vella di Rifondazione Comunista si fa sentinella del malumore pubblico del quartiere e denuncia, con questa azione di protesta, l’incapacità delle istituzioni di agire per il recupero concreto di questo bene pubblico, diventato ormai icona di una assurda paralisi gestionale.”




