Qui sotto il testo di una lettera inviata a Martini, capogruppo della lega a Scandicci, in merito ad una sconcertante decisione della amministrazione di Ponteranica (Bergamo);   al termine dell’articolo alcuni collegamenti per approfondire

Caro Martini,

ti allego qui di seguito un ‘ritaglio’ che ho ricevuto pochi minuti or sono; non tento nemmeno di ‘addolcirlo’ o di infiocchettarlo per renderlo più digeribile. Come vedi il problema è semplice A Ponteranica (bergamo) il Sindaco tenta di nuovo di cambiare il nome della biblioteca comunale; da Peppino Impastato a Padre Baggi. Nota la ipocrisia della scelta, aver scelto il nome di un sacerdote conosciuto per il suo impegno, ma forse il verbo adatto è strumentalizzato  “Non siamo stati invitati e nemmeno informati. Riconfermiamo la nostra distanza da questa iniziativa del Comune di Ponteranica.Padre Giancarlo Baggi aveva grande sensibilità culturale e ci dispiace che la sua persona venga strumentalizzata e contrapposta a quella di Peppino Impastato, che ha dato la sua vita per combattere la mafia. Se si voleva ricordare padre Baggi bastava scegliere un altro luogo, una via, una piazza, una sala. Lanciamo un appello perché il sindaco Aldegani riveda la sua posizione”. La richiesta è di padre Giuseppe Bettoni, vice provinciale dei Padri Sacramentini. Anche i familiari di padre Baggi si dicono stanchi di questa strumentalizzazione del proprio congiunto.)
La visione del mondo che abbiamo è assolutamente diversa, ma credo che da persone mediamente civili non sia possibile condividere la scelta del sindaco di Ponteranica. Spero perciò che anche tu, come faccio io, armato di carta e penna, o meglio di tastiera e monitor, esprima il tuo disappunto al sindaco Cristiano Aldegani

La Lega nuovamente a Ponteranica (Bg) tenta di cambiare il nome della biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato: è una vergogna. I leghisti farebbero bene ad occuparsi d’altro – magari dei problemi di trasparenza e democrazia del loro partito? – e finirla con questi sterili tentativi di cancellare la memoria di un grande militante comunista e pacifista ucciso dalla mafia. Per questo come Prc saremo martedì 5 giugno alle 9 al presidio-manifestazione organizzato dalla rete di associazioni, partiti, sindacati – guidata dalla Casa Memoria Peppino Impastato di Cinisi e dal Centro Siciliano Peppino Impastato di Palermo – che partirà dall’ulivo dedicato a Peppino e proseguirà con un corteo fino alla biblioteca: chiediamo a tutte e a tutti di mobilitarsi, aderendo anche al mail bombing promosso per protestare contro l’iniziativa del sindaco di Ponteranica, per dare alle provocazioni leghiste una risposta pacifica, decisa e partecipata. La memoria non si cancella: la mafia è una montagna di merda e noi continuiamo e continueremo a dirlo. [Paolo Ferrero]

Ponteranica & Impastato ”Il sindaco strumentalizza il nostro padre Baggi
Ponteranica cancella Impastato Sarà biblioteca «Padre Baggi»
Ponteranica: la Lega tenga giù le mani dalla lapide che ricorda Peppino Impastato
Ponteranica, il sindaco leghista ci riprova: biblioteca non più intitolata a Impastato

Champion: obbedienti e mute/i : così le/i vuole il padrone

ecco: questa è la libertà di parola.

 

Altro provvedimento disciplinare per la collega che ha osato, udite udite, esprimere pubblicamente il suo pensiero in merito al comportamento dell’azienda.
E pensare che lo ha fatto il 1° maggio, festa dei lavoratori e quindi giorno sacro, e che lei è addirittura una rappresentante sindacale!
Inaudito!!
Mai si era vista una simile sfrontatezza nei confronti di un’associazione caritatevole e di utilità sociale come quella di cui si parla in queste pagine, da adesso ribattezzata “l’innominabile” per timore di rivalse legali nei confronti di coloro che pronunziano il verbo senza l’autorizzazione del Grande Sacerdote.

Energie rinnovabili ‘sporche’

Probabilmente ricorderete che tra le informazioni presenti nel curriculum  di energia futura c’era anche la realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in Sicilia (comune di Ciminna, provincia di Palermo, vedi ad esempio qui) oppure direttamente  il link della  immagine qui a destra.

Come è facile immaginare il campo fotovoltaico non è stato realizzato, ma ci siamo comunque incuriositi ed  abbiamo provato a capire chi e cosa c’era dietro alla proposta. La prima cosa che  si trova è che l’impianto fotovoltaico doveva essere realizzato non direttamente da energia futura/mercatech, ma da una società, la Soemina (vedi qui) con partecipazione, oltre ad energia futura, della Saladino srl anche essa operante nel campo delle energie rinnovabili (vedi qui).

Abbiamo ovviamente cercato di verificare se e quanti danni la emergia futura / Mercatech avesse combinato alla ditta Saladino ed aiutandoci con Google abbiamo fatto una breve ricerca. Con nostra grande sorpresa tra i primi documenti che sono saltati fuori c’è un documento relativo alla inchiesta Operazione Eolo in cui compare più volte il nome di Saladino Melchiorre e non propriamente in odore di santità. Consigliamo ai chi vuole approfondire la lettura completa del testo, per chi ha fretta ecco un estratto

Dal momento della chiusura delle indagini Melchiorre Saladino ha patteggiato la pena (due anni, vedi qui) e più recentemente gli sono stati sequestrati beni per 3.5 milioni di euro (vedi qui).

Dimenticavamo. L’operazione Eolo è del febbraio 2009 e come dice il nome riguardava operazioni mafiose nel campo delle energie eoliche (vento). Comunque, ma parlo per me, la cosa mi mette un certo disagio.

 

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La Tibi è viva e lotta insieme a noi

Ricordate la Tibi ? Uno dei primi segnali della inaffidabilità della Mercatech? (andate su questo sito e cercate l’articolo I sospetti del sindacato sul fondo Usa )

Ebbene la Tibi sarà fallita come dice l’articolo che abbiamo ricordato sopra, ma un suo ectoplasma continua ad esistere in quel di Ocala in Florida, assieme alla Energia Futura ed a chissà quante altre scatole vuote; Vedere per credere

 

ed attualmente si occupa di fitness

mentre energia futura (senpre ad ocala) è una compagnia inattiva

 

 

Primum: accumulare

Il blocco preventivo dell’intero centro di Francoforte è un suicidio della democrazia. Mercoledì sera perfino la corte costituzionale federale ha abdicato alla sua funzione, rinunciando a intervenire contro i divieti con un provvedimento sospensivo d’urgenza, come pure avrebbe potuto e dovuto fare. Il diritto a dimostrare vale solo per i giorni festivi o semifestivi, come sabato 19 maggio, quando banchieri e bancari, a Francoforte e altrove, godranno il meritato riposo. Negli altri giorni della settimana deve soccombere alle garanzie concesse alla libera attività d’impresa. Primo comandamento nella tavola delle leggi: nessuno si permetta di disturbare il regolare funzionamento delle banche, che siano esse d’affari, o pubbliche istituzioni comunitarie come la Banca centrale europea. 
Stranezza nella stranezza. La giunta comunale democristiana – e verde! – che guida a Francoforte la caccia al bloccupista, non ha più una piena legittimazione politica. A marzo a Francoforte è successa una mezza rivoluzione politica, quando, in un’elezione diretta, è stato scelto come borgomastro il socialdemocratico Peter Feldmann. Una mezza rivoluzione a Francoforte, guidata per ben 17 anni dalla borgomastra democristiana Petra Roth, appoggiata pure dai Grüne. Una cesura paragonabile alla vittoria di Pisapia a Milano. Tuttavia Feldmann si insedierà solo il 1° luglio. E dovrà coabitare per un bel pezzo con la vecchia giunta, fino alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. I democristiani, al governo nel Land dell’Assia – e quindi anche al comando della polizia regionale – usano adesso spudoratamente questa leva amministrativa che gli resta a Francoforte, per una sfacciata e strumentale manovra propagandistica in nome dell’«ordine pubblico».  Leggi il seguito di questo post »

Fuori a pedate !

Incomincia così l’articolo di Sara Nicoli pubblicato oggi su Il Fatto Quotidiano a proposito dello scivolone del governo Monti (testo completo dell’articolo disponibile qui)

Ennò, la colpa proprio non è mia…”. Gli si leggeva ancora in faccia lo sconcerto, ieri pomeriggio, a Salvatore Mazzamuto , tecnicissimo sottosegretario alla Giustizia del governo dei tecnici montiani, tradito in commissione alla Camera dal suo fiuto di giurista e finito in un “trappolone fenomenale – l’immagine plastica la firma Antonio Di Pietro – ordito dalla solita talpa di via Arenula” che ha fatto fare una figuraccia colossale al governo sul ddl corruzione e sul ripristino del falso in bilancio. “Ma lo volete capire – s’indignava ancora Mazzamuto – che nel parere che mi ha dato il nostro ufficio legislativo sugli emendamenti non c’era alcun effetto soppressivo del reato? Perché non se ne erano accorti?”.

Chi è la gentile signora che ha predisposto il trappolone fenomenale, chi è la talpa di Via Arenula? La signora Iannini, Lady Vespa, responsabile dell’ufficio che ha prodotto un testo “scritto in modo ambiguo e nebuloso, tale da indurre chiunque in errore, anche il più attento conoscitore della materia”

Visto che questo governo insiste sulla meritocrazia, sulla possibilità di rimandare a casa chi sbaglia od è di troppo, ci aspettiamo che fra un pianto ed un lamento (della ministro Fornero) la responsabile di questa figuraccia fatta dal governo venga rimandata (possibilmente a casa) a suon di pedate (abbiamo un ministro ammiraglio che forse si presterebbe bene alla bisogna). Ma sono pronto a scommettere che tra un mese la volpe sarà ancora nel pollaio.

 

 

L’intervista. Sfruttamento e ricatti tra banchi e carrelli

Si chiama Giulia ed è una visual marchandiser di Roma.
Lavora nei supermercati e ogni giorno si adopera per ottimizzare tutte le possibilità offerte dalla vendita visiva in qualsiasi spazio vendita, grande o piccolo che sia. Deve valorizzare al meglio i prodotti dell’azienda per cui lavora e di conseguenza il reparto, i punti vendita facendo in modo che gli articoli dell’azienda per cui è lì siano esattamente nel posto giusto e al momento giusto. E, questione da non sottovalutare, anche al prezzo corretto. Deve fare in modo che le merci siano collocate in modo adeguato all’interno del punto vendita perché questo serve ad avvicinare il cliente al prodotto soddisfacendo il suo bisogno di acquisto e consentendogli, inoltre, di trovare con facilità quello che cerca in un luogo ricco di prodotti che rischia, molto spesso, di diventare un posto di puro caos. Gli acquirenti in questo modo vengono aiutati, si destreggiano bene perché diventano autosufficienti attraverso la facilità di lettura dello spazio visivo. E il personale di vendita, inoltre, grazie a questo lavoro è minore e quindi le spese vengono ridotte.
Come sei diventata visual marchindiser?
Ho una laurea in Scienze della Comunicazione. Per anni ho lavorato come hostess, nei settori commerciali di varie aziende. Attualmente sono le posizioni più semplici da trovare perché sono attività che portano direttamente denaro alle aziende. Così il lavoro non te lo leva nessuno.
Con quale forma di contratto lavori?
Ho un contratto a tempo determinato per un anno, la cui retribuzione risulta pari a quella di un part time: 1000 euro nette.
E la realtà?
La realtà è che dal lunedì al venerdì lavoro dalle 6-8 ore al giorno. Talvolta mi trovo anche costretta a recuperare il sabato. Il mio è un part time che non tiene conto e nel modo più assoluto degli spostamenti quotidiani legati al mio impiego, ma solo ed esclusivamente delle ore che trascorro nei punti vendita. Leggi il seguito di questo post »

Scandicci non è la sola a invecchiare

Il post su Scandicci che invecchia ha in qualche modo attirato la attenzione perché il segretario comunale del PD mi ha fatto cortesemente notare che il problema era noto (e ci mancherebbe: con assessori, uffici competenti, consulenti, dovevano saperlo per forza che la popolazione è sempre più vecchia). Sempre gentilmente mi ha illustrato i provvedimenti che stanno realizzando e che si possono sintetizzare in case in affitto a prezzo più sostenibile tramite il famoso 10% di edilizia sociale nelle nuove costruzioni e con l’housing sociale.

E’ ovvio che di fronte a tanta gentilezza non si può che ringraziare non senza però aver fatto notare che

  • del 10% di residenza sociale nelle nuove realizzazioni se ne parla da anni (5-7 anni) ma la realizzazione pratica è stata ZERO
  • per quanto riguarda l’housing sociale sarebbe bene ricordare che Casa SpA alcuni anni or sono garantiva (se avesse avuto il terreno) residenze con affitto di 5 euro al metro quadro (se avete dubbi scrivete, vi mando l’articolo). La amministrazione di Scandicci ovviamente fece orecchie da mercante (meglio realizzazioni da vendere a  3000-3500 euro a mq)
  • le proposte insomma erano abbastanza in ritardo ed in contraddizione con quanto fatto (o meglio: non fatto)  concretamente fino ad oggi

Crediamo comunque che alla fine, malgrado la molta esperienza di governo ai nostri interlocutori sia sfuggita una banalità. E’ vero che Scandicci invecchia, ma come invecchia Scandicci invecchia la provincia di Firenze, la regione Toscana e (forse un po’ meno) tutta l’Italia (la figura qui sotto mostra la distribuzione della popolazione nel 2002 e nel 2011).  Se così è non basta un po’ di residenza ad affitto sostenibile, forse è tutto il modello che va rivisto.

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