laSinistraScandicci è nata per contribuire all’unificazione delle forze politiche e movimenti che hanno fra le loro priorità :
• la questione morale e la ricerca di trasparenza nell’interazione fra cittadini, rappresentanza istituzionale e interessi economici;
• la risposta alle emergenze democratiche collegate allo smantellamento della scuola pubblica, dello stato sociale, delle finanze degli Enti Locali che è in atto;
• la ricerca di modelli di sviluppo sostenibili che non siano basati sull’illusione di una crescita indefinita;
• il ripudio di ogni tipo di sfruttamento: nel lavoro, verso le fasce più deboli, verso il sud del mondo, nei confronti della natura.
Assumere queste priorità significa costruire un nuovo modello culturale, perchè quello che stiamo vivendo attualmente ammette in modo naturale precarietà, sfruttamento, speculazione, appropriazione di beni e valori comuni.
Significa avere lo spirito critico per mettere in discussione meccanismi, consolidati negli ultimi decenni, che ci spingono ad aumentare continuamente i consumi facendoci ritenere che così aumenta il nostro benessere mentre l’unica cosa che aumenta è il nostro debito: nei confronti dell’ambiente, del sistema finanziario, delle generazioni future.
Su queste priorità proponiamo alla città di Scandicci di riconoscersi, partendo dalle relazioni personali e dall’Istituzione Comunale, per portare la nostra sfida a orizzonti sempre più ampi.
Perché laSinistraScandicci
laSinistraScandicci si contrappone frontalmente al centro-destra, impegnato a costruire un blocco sociale e politico conservatore ed incapace di tenere insieme innovazione, giustizia sociale, crescita economica e laicità dello Stato.
laSinistraScandicci è alternativa anche all’attuale corso politico del PD, partito incerto e contraddittorio, che sulla scala nazionale non è riuscito a fare un’efficace politica di opposizione al governo Berlusconi e che sulla scala locale si è dimostrato molto più teso a conservare in maniera superficiale ed arrogante vecchi equilibri che a fare scelte coraggiose ed innovative.
C’è bisogno di un nuovo corso nella politica locale, dove il ruolo dei politici divenga finalmente la rappresentanza dell’interesse dei cittadini e non l’occupazione di posizioni (che noi chiamiamo “strapuntini”) spesso creati ad arte.
Un corso culturale improntato a più trasparenza, meno arroganza, meno marketing: non si può trasformare, come è stato fatto, il primo collaudo della tramvia in una inaugurazione, tacendo sui ritardi, sui costi lievitati, sulla mancanza di programmazione e di condivisione con i cittadini delle decisioni connesse all’avvio del servizio. Non si può trasformare, come è stato fatto, le responsabilità in scaricabarile (“RSA in ritardo? ” “Colpa della ASL…” “Mancano i fondi per ristrutturare le case popolari? ” “Colpa della Regione…”).
Una “casa” per chi …
laSinistraScandicci intende essere una casa (non una cosa di morettiana memoria) per l’elettorato che è rimasto deluso, scottato o scandalizzato dal modo di governare degli amministratori a livello locale e nazionale, per l’elettorato tentato di astenersi dal votare, per l’elettorato che ritiene di vivere in tempi cupi e di vera emergenza in cui si attacca la Costituzione, la scuola, i diritti del lavoro e lo stato sociale.
La “questione morale” esiste: in Provincia di Firenze a Campi Bisenzio, Montespertoli, più casi a Firenze…: il PD su questo argomento è molto, troppo elusivo e reticente. Noi non lo siamo, non lo vogliamo essere, non lo possiamo essere.
Trasparenza, efficacia e controllo nella gestione della cosa pubblica
laSinistraScandicci è impegnata a valorizzare l’amministrazione locale come struttura avanzata tecnologicamente, efficiente, essenziale, capace di garantire trasparenza, imparziale nei comportamenti e soggetta a controlli indipendenti; dunque, una forma moderna di amministrazione, capace di servire la cittadinanza a prescindere dal colore politico della giunta.
Vogliamo favorire, attraverso la crescita professionale del personale, l’affermarsi di una cultura dell’amministrazione, basata sul trinomio trasparenza, efficacia e controllo, nonché il superamento della frammentazione delle funzioni e dei livelli amministrativi.
Contrastaremo decisamente la tendenza dei politici ed ex-politici ad assumere cariche amministrative in società ed enti (“strapuntini”), per le quali spesso non hanno nemmeno le necessarie competenze manageriali.
Vogliamo una giunta snella, con cinque assessorati in luogo dei nove attuali, efficiente e concentrata sulle responsabilità politiche.
Promuoveremo, accanto alla trasparenza in tutti gli atti pubblici, la massima comprensibilità e accessibilità delle informazioni, giacché spesso, informazioni tecnicamente corrette sono comunicate in modo totalmente indecifrabile.
Siamo determinati a far valere, nei limiti che la nostra partecipazione permetterà, questi principi anche per le Società partecipate che impegnano cospicue quantità di denaro pubblico e, di pari passo, generano importanti servizi. Un programma che non preveda linee guida per la gestione di queste Società è destinato a rimanere incompleto e inadempiente nei confronti del cittadino che ne è il vero titolare.
La lotta al precariato non è uno slogan
Numerosi servizi di carattere pubblico sono appaltati a società esterne, nei più disparati ambiti (biblioteca, educatori asili nido, manutenzioni) secondo una logica per cui per migliorare i servizi bisogna consegnarli al libero mercato, alle gare d’appalto e ai massimi ribassi.
Questa visione, accanto ad elementi di sicuro interesse, contiene aspetti critici e delicati, che necessitano di un ripensamento finora generalmente negato.
Spesso l’esternalizzazione dei servizi si avvale di quote massicce di lavoro precario o di altre forme contrattuali vessatorie. A mansioni lavorative uguali corrispondono retribuzioni e garanzie assai minori. E’ significativa l’attuale forma organizzativa della Biblioteca Civica che vede un nucleo sempre più ristretto di tempi indeterminati ed un gruppo di giovani precari, non persone, ma “pacchetti di ore”.
Il meccanismo dell’esternalizzazione deresponsabilizza l’amministrazione pubblica verso questi forme di precarietà, scaricando sostanzialmente sui lavoratori i costi dei ribassi.
laSinistraScandicci è convinta che sia necessaria quantomeno un’inversione di tendenza. Sottoporremo a verifica tutti i contratti di esternalizzazione e sperimenteremo concretamente processi di internalizzazione, se necessario anche attraverso la costituzione di una società con unico socio Comune di Scandicci (che potremo chiamare Scandicci Servizi Srl).
Scandicci Servizi Srl non sarà né uno “strapuntino” né un carrozzone pubblico ma lo strumento di un rinnovato protagonismo responsabile dell’Istituzione Comunale, capace di creare valore per la comunità tramite buone pratiche di lavoro.
Scandicci Servizi Srl inizierà ad operare nei Servizi Culturali (in particolare la Biblioteca Comunale) sostituendo l’Istituzione Cultura e nei Servizi Educativi.
Sulla base dell’esperienza, in una seconda fase, Scandicci Servizi Srl potrebbe allargare il proprio campo d’azione ad altri ambiti.
Governare le trasformazioni della città
Scandicci è molto cambiata negli ultimi anni ed altri robusti interventi continueranno a modificare sensibilmente l’immagine e la funzionalità della nostra città. La nuova giunta dovrà gestire il quadro definito nel Piano Strutturale di Scandicci, segnato dal “centro Rogers” e dalla tramvia.
La realizzazione di un “centro” della città nel senso vero e pieno del termine appare una sfida di straordinaria difficoltà. La realizzazione in regime di project-financing, come è accaduto in altre esperienze, rischia di vanificare la strategia del Piano Rogers che si regge solo con la qualità architettonica degli edifici e la razionale organizzazione degli spazi. Un esempio è la stazione della tramvia di fronte al Municipio: dal bel disegno a vela del Rogers ad una banale stazioncina.
La rete tramviaria, ed in questo ambito il completamento ormai vicino, dopo tanti ritardi e sforamenti di budget, della linea 1 Scandicci-Firenze, è un’opportunità notevole per la nostra città. Ciò nonostante permangono alcuni elementi di criticità. La tramvia non produrrà un disastro finanziario per i contribuenti di Scandicci solo se si verificheranno tre condizioni: 1) il completamento della rete, per il quale ci vorranno almeno cinque anni; 2) la realizzazione di un efficiente sistema di adduzione, senza il quale molti cittadini non saranno incentivati ad usare il tram; 3) parcheggio scambiatore al capolinea di Villa Costanza, operativo fin dall’avvio della linea 1.
La tramvia non può essere la soluzione a tutti i problemi di mobilità. Deve essere ridato respiro politico a soluzioni alternative: il ponte sull’Arno all’altezza di Badia a Settimo in modo da collegare la Zona Industrale alla stazione di S.Donnino e al circuito metropolitano della riva destra dell’Arno; una ben studiata comunicazione bus per il raggiungimento di Torregalli e ITIS Meucci.
Le scelte di mobilità all’interno del tessuto urbano più densamente abitato devono essere fatte in un ottica di decongestione, ad esempio dell’asse Via Roma – Via Paoli, o dell’incrocio di Le Bagnese che, in vista del passante del Galluzzo, rischia di subire un impatto molto pesante.
La mobilità “dolce” (pedonale e ciclistica), le esigenze di anziani, bambini e portatori di handicap, devono essere prioritariamente tutelate.
Le piste ciclabili non devono essere usate come “spot”. Grida vendetta l’assenza, anche del solo progetto, di un percorso ciclabile che unisca Scandicci alle Cascine e a Firenze.
laSinistraScandicci scommette politicamente in un modello di uso sostenibile della città, che in armonia con il Piano Strutturale favorisca coraggiosamente e senza condizionamenti le logiche di riduzione di traffico e inquinamento che ha raggiunto un livello di pericolosità preoccupante per la salute dei cittadini.
Alcune osservazioni sull’economia locale
E’ difficile prevedere gli effetti ed i tempi di propagazione della crisi che stiamo vivendo su Scandicci e sulla posizione che la città per decenni ha tenuto (e tiene tuttora, anche se con un certo affanno) nel campo delle attività manifatturiere. La teoria economica prevede che nei periodi di “crisi” le imprese meno capaci di riposizionarsi e di innovare debbano “uscire dal mercato”. Ma è possibile che un effetto di questa inedita crisi sia quello di “espellere” dal mercato imprese dinamiche ed innovative. La scarsità di strumenti e risorse a disposizione di un Comune non esime l’Istituzione Comunale dall’intervenire – nella forma di risorse aggiuntive – in sostegno delle realtà produttive del territorio. Impone, invece, un’attenta scelta nell’indirizzare le scarse risorse.
Scandicci può giocare qualche carta importante sul piano del turismo, facendo leva sul patrimonio ambientale e storico paesaggistico. Sono da valorizzare il museo all’aperto e il parco di Poggio Valicaia (vedi punto ), i percorsi medievali, le piccole chiese e i piccoli borghi delle colline, il complesso monumentale di Badia a Settimo.
laSinistraScandicci incoraggia il progetto di creazione di una Banca locale di Credito Cooperativo. Oltre che espressione di identità del territorio la banca è uno strumento per creare denaro, dunque una formidabile leva di sviluppo se calata sul territorio. Il nostro auspicio è che la banca sia uno strumento per “mettere in contatto chi ha il denaro con chi ha le idee”
I servizi sanitari e sociali
Negli ultimi quindici anni Scandicci si è impoverita di servizi sanitari essenziali. Tutto gravita su Firenze (Torre Galli e tra non molto anche Don Gnocchi) o su comuni, più piccoli per dimensioni ed abitanti, ma assai più lungimiranti nelle politiche, che nel tempo hanno investito in questo settore. Un esempio: Lastra a Signa ha trasferito alla ex Alfa Columbus RSA e diagnostica, cosicché se uno scandiccese deve andare a fare un’ecografia è costretto ad andare a Lastra. Si rimanda ai punti - alla fine di questo documento per le azioni specifiche minime da intraprendere secondo noi necessarie per invertire questa tendenza.
Qualunque proposta socio sanitaria sul nostro territorio deve essere inquadrata nella normativa regionale istitutiva della Società della Salute che deve essere valorizzata perché si realizzi quella omogeneità di interventi e di risorse di cui l’area Nord Ovest ha bisogno.
In tema di handicap valorizzeremo la collaborazione con il CUI e le altre realtà presenti sul territorio. Ricercheremo le collaborazioni con la Provincia e il mondo cooperativo per l’organizzazione di percorsi formativi e inserimenti lavorativi. Favoriremo la nascita della Fondazione POLIS che, a livello di Società della Salute, dovrà occuparsi delle problematiche di autonomia delle persone diversamente abili e del momento del dopo di noi.
Contrasteremo con ogni mezzo la piaga della precarizzazione dei lavori che permea anche il settore dei servizi sociali e sanitari.
Il programma in mosse
1. Rimuovere, con saggia gradualità, da tutti i servizi di competenza comunale qualsiasi forma di lavoro precario e qualsiasi disparità di trattamento economico a parità di prestazione lavorativa. Allo scopo, realizzare nella prossima legislatura Scandicci Servizi Srl, cui affidare i servizi culturali prima, educativi e manutentivi poi.
2. Sviluppare processi partecipativi fin dalle fasi iniziali di quelli più significativi (urbanistici, sanitari, bilancio) per discutere le linee generali con i cittadini. Impegnamo i nostri eletti a rispettare e discutere le istanze e le indicazioni emerse nei momenti partecipativi. Favorire la partecipazione convocando parte delle riunioni di Consiglio in orari adatti alle donne e uomini che lavorano, pubblicizzando l’O.d.G. attraverso i plessi scolastici, associazioni di volontariato, parrocchie.
3. Istituire punti di ascolto, nei centri circoscrizionali, alla presenza di due consiglieri, uno di maggioranza e uno di opposizione, aperti un giorno al mese, per ricevere le richieste e suggerimenti del pubblico sui problemi dei quartieri.
4. Costituire una Consulta, che ogni anno produca una relazione sullo stato dei servizi di competenza comunale da discutere in Consiglio e presentare alla cittadinanza.
5. Costituire un osservatorio indipendente sulle grandi opere (es. nuovo centro), nominato dal Consiglio Comunale a cui sottopone periodiche relazioni.
6. Sostenere per tutta la legislatura le “giovani coppie”, under 35, desiderose di farsi una casa, che si trovano in difficoltà nell’accesso al credito bancario a seguito della difficile condizione economica di cui non si vede ancora la fine, o della propria precarietà lavorativa, mediante la creazione di un apposito fondo di garanzia di non meno di 250.000 euro l’anno. Attivare la progettualità di edilizia sociale pubblica per accedere ai fondi della Regione Toscana, da anni non utilizzati, per le previste opportunità di affitti sociali e acquisti agevolati.
7. Sostenere con un apposito fondo di non meno di 250.000 euro l’anno, da reiterare per un biennio almeno, una politica attiva a favore delle piccole e medie imprese, in particolare di quelle che hanno fatto investimenti in tecnologie avanzate, capitale umano, internazionalizzazione dei prodotti, mettendo di fatto un freno alla perdita dei posti di lavoro e creando i presupposti per un inversione di tendenza.
8. Attuare, attraverso un coordinamento fra Comune, professioni (architetti, ingegneri, costruttori, amministratori di condominio) e cittadini, una verifica sistematica della sicurezza strutturale degli edifici. Questo nel quadro dei più generali temi della sicurezza urbanistica ed ambientale. Promuovere, fin dall’avvio di legislatura, anche attraverso incentivi economici, il recupero di vecchi edifici all’interno della città e di aree dismesse, in modo da offrire opportunità di lavoro all’imprenditoria locale e allo stesso tempo sostenere un’incisiva politica di qualità ambientale, di risparmio ed efficienza energetica.
9. Costruire una nuova politica della promozione economica e culturale con la messa in opera di un ufficio specifico, di diretta competenza del sindaco, capace di coordinare e proporre eventi e valorizzare luoghi e prodotti della città. In questo ambito aprire una riflessione sulla Fiera di Scandicci in modo da incrementarne le ricadute sull’economia locale, da reinternalizzarne la regia e trasformare quelli che oggi sono solo costi in ricavi.
10. Costruire una nuova politica per favorire stili di vita sostenibili, con attenzione alla mobilità, alla filiera corta, al mercato dei prodotti a chilometri zero. Attivare, tramite l’Ufficio Promozione la progettualità per avvalersi degli strumenti normativi e finanziari recentemente predisposti dalla Regione Toscana, con l’obbiettivo di realizzare a Scandicci un’esperienza di eccellenza.
11. Favorire una politica attiva per bambini, adolescenti e giovani, che miri a favorire la socializzazione, la creatività, l’espressione artistica, l’educazione scientifica, la cultura scritta. Per questo sarà necessario pensare ad un diverso uso degli spazi e dei plessi scolastici e il supporto di Scandicci Servizi Srl.
12. Attuare una politica attiva per gli anziani (soprattutto per quelli che vengono a trovarsi sotto la soglia della povertà) dal lato in particolare delle tariffe. Valorizzare i loro saperi, da mettere a disposizione della comunità attraverso la realizzazione di una rete di relazione tra bisogni e disponibiità. Dotare i quartieri di centri di socializzazione dedicati alla terza età, usando anche le sedi dismesse dei consigli di circoscrizione).
13. Il Teatro Studio, la cui offerta culturale è sempre più rivolta ad un pubblico non locale, ma di area vasta, dovrà trovare i propri finanziamenti da enti maggiori (es. Provincia, Regione, Comunità Europea). Le risorse finanziarie liberate saranno dirottate verso la valorizzazione del patrimonio librario-archivistico, la cultura scientifica (conferenze, visite a musei e luoghi di ricerca, laboratori per la sperimentazione didattica), la conoscenza dell’ambiente (paesaggistico, storico, ecc.).
14. Bandire un concorso per giovani scultori avvalendosi della casa e delle strutture di Poggio Valicaia.
15. Promuovere e realizzare un coordinamento (Protocollo d’Intesa, valido per un’intera legislatura) delle politiche territoriali dei comuni rivieraschi dell’Arno (Firenze, Campi Bisenzio, Scandicci, Signa e Lastra a Signa) in modo da utilizzare al meglio ed in maniera condivisa gli strumenti urbanistici e le risorse finanziarie (residenza, insediamenti produttivi, infrastrutture, ambiente, energia).
16. Elaborare un progetto di recupero del vecchio Palazzo Comunale di Piazza Matteotti, lasciato libero dal trasferimento della Biblioteca Civica, a Palazzo della Cultura (sala per convegni, spazi museali, archivi, mostre), anche in collaborazione con l’Università di Firenze.
17. Aprire finalmente la RSA che doveva essere inaugurata nel 2005 e realizzare il nuovo distretto sanitario adiacente (che sostituirà quello di Via Rialdoli con un risparmio di 360.000 euro annui di affitto), integrando al suo interno ambulatori specialistici, diagnostica, servizi per anziani.
18. Realizzare, mediante convenzione con l’Humanitas, due nuovi centri prelievi per analisi mediche, uno in via Bessi e l’altro a Badia a Settimo. Riteniamo infatti che il centro previsto in via Vivaldi (al posto di via Rialdoli) sia da solo insufficiente.
19. Ricavare, all’interno della RSA, 10 posti da destinare a “ospedale di comunità”, da gestire con il coinvolgimento dei medici di famiglia.
20. Incentivare la costituzione di ambulatori associati fra medici di famiglia con l’obbiettivo di presidiare il territorio per le medicazioni e le piccole emergenze.
21. Orientare le farmacie di Farmanet (che dovranno rimanere pubbliche al 51%) al ruolo di punti di riferimento socio-sanitario sul territorio. Dovranno funzionare come CUP per la prenotazione di visite specialistiche ed esami con servizio garantito in tutto l’orario stabilito dalla ASL e dovranno espletare i servizi di analisi e diagnostica rapida.











10 luglio 2009 alle 3:52 pm
e come si fa? quali azioni concrete? come vi riunite? come fate? non è una provocazione solo richiesta da persona che non conosce queste realtà. grazie molte
15 luglio 2009 alle 3:56 pm
cara alice;
come si fa è una bella domanda. Con quali azioi concrete è anche questa una bella domanda: abbiamo in programma un paio di iniziative a settembre ma non voglio dettagliare qui. Quando ci si trova? di solito il mercoledì dopocena al circolo arci di vingone, ma con le ferie in corso adesso è un po’ un problema. Comunque hai ragione, cercherò di essere più preciso anche per comunicare iniziative grandi e piccole. Trasmetto la tua richiesta anche al coordinatore politico che senz’altro potà essere più preciso di me
Ciao
6 ottobre 2009 alle 10:53 am
In relazione al primo comma del Programma di cui sopra, mi piacerebbe leggere qualche commento sui “Consorzi idrici”. Tempo fa ho avuto un “confronto legale” (rivelatosi macroscopicamente fittizio) con il “Padule di Fucecchio”. In questi giorni ho ricevuto una lettera “mielosa” dal suo Presidente, zeppa di auto-trionfalismi. Ho preso la mia macchina fotografica ed ho documentato alcuni aspetti non proprio paradisiaci delle azioni intraprese da due Consorzi, uno dei quali opera nel Comune di Scandicci. Vero è che la tassa richiesta è bassa, ma rimane la sensazione netta di essere presi in giro con l’istituzione di organismi pubblici che han tutta l’aria di essere affatto inutili “doppioni” di altre Istituzioni e pensati ad arte per legittimare la solita presa per i fondelli delle persone atte ad essere “munte”… Saluti.